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LA LEGA VINCE E CONVINCE.

lunedì 12 giugno 2017

Gli jettatori sono serviti: la Lega di Salvini vince e convince gli elettori italiani, chiamati in quasi dieci milioni alle amministrative di domenica 11 giugno in tutta Italia, da Nord a Sud. Il risultato forse più emblematico Salvini lo ha ottenuto in Liguria: la Lega è il primo partito del centrodestra a Genova, e trascina il candidato sindaco unitario Marco Bucci - ottima persona - al primo posto al ballottaggio. 

Non era mai avvenuto in tutta la ormai trentennale storia del Carroccio. E Noi con Salvini aiuta e non poco molti candidati del centrodestra ad arrivare al ballottaggio in Centro Italia e Meridione. Il fatto che Salvini vincesse la sfida delle amministrative non era dato per scontato, anzi, qualcuno ha perfino tirato un colpo basso a pochi giorni dal voto, con un sedicente movimento "grande nord" alla cui presentazione a Milano era presente addirittura Umberto Bossi. 

L'aspetto centrale dell'affermazione della Lega di Salvini sta nell'avere dimostrato che con un'alleanza nel centrodestra nella quale la Lega ha un ruolo protagonista, ma non di unico protagonista, il centrodestra vince. E che non è affatto vero che le posizioni chiare e nette della Lega di Salvini su invasione africana, euro e Ue spaventino l'elettorato. Al contrario, lo catalizzano e portano alla vittoria l'alleanza.

Ma è proprio il "laboratorio ligure" a dimostrare che sia possibile e auspicabile l'alleanza Lega Forza Italia là dove il leader ormai in primo piano sulla scena del partito fondato da Silvio Berlusconi finalmente c'è e si chiama Giovanni Toti.  Il Governatore della Liguria ha dimostrato d'avere la caratura per ambire a prendere il posto di Berlusconi, che in questa campagna elettorale è stato non a caso assente. Non voglio arrivare a dire che l'abbia fatto apposta sperando in un flop della "cordata" Toti-Salvini-Meloni, ma di sicuro quanto accaduto di positivo - ed è rilevante - in Liguria non è merito di Berlusconi, ma di Toti e Salvini e Meloni assieme 

Per il resto, la conferma della buona salute della Lega di Salvini in Lombardia e Veneto è, come dire, scontata, anche se in politica di scontato non c'è mai nulla. Non mi aspettavo di sicuro una caduta della Lega nei suoi territori di nascita, la vera scommessa che Matteo Salvini ha vinto non era questa. La vera scommessa era vincere e convincere dell'esistenza non episodica e sporadica della Lega fuori da queste due regioni del Nord. E Matteo c'è riuscito mettendo in gioco tutto, ad iniziare da sè stesso, dato che si è speso senza limiti fino allo sfinimento in questa campagna elettorale proprio per far vincere questa sua visione della Lega partito nazionale, prima che nazionalista o "sovranista" che dir si voglia.

Ora ci saranno i ballottaggi, e potranno arrivare altre soddisfazioni o anche qualche delusione, ma non ha più importanza, perchè la vera battaglia è stata combattuta l'11 giugno e questo 11 giugno 2017 segna la conferma della linea politica di Salvini nei fatti, e non solo nei congressi, con tutto rispetto per i congressi, ovviamente. 

La lezione che deriva da queste elezioni riguarda anche la legge elettorale. Gli italiani vogliono far vincere un'alleanza, non un partito. Significa che la legge elettorale già c'è e porta il nome del Presidente della Repubblica. Potrebbe essere introdotta una quota proporzionale magari leggermente maggiore, e magari anche con uno sbarramento leggermente più alto, al 5% anzichè al 4%. 

Ad ogni modo, adesso Matteo Salvini deve - deve - dare ascolto alle ragioni della concretezza: la gente, gli elettori, vogliono il centrodestra unito. Perchè lo sia, Matteo ricordi la regola del "primus inter pares". Fece funzionare per secoli la Repubblica di Venezia. Può portare al governo del Paese il centrodestra, se Matteo Salvini si porrà primus inter pares nella ritrovata nuova coalizione. 

Forza, è l'ora di vincere. 

Max Parisi

 



 
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