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I POTERI FORTI EUROPEI VOGLIONO STRANGOLARE DI TASSE GLI ITALIANI: L'OCSE ''CONSIGLIA'' UNA PATRIMONIALE SULLA PRIMA CASA

mercoledì 7 giugno 2017

PARIGI -  I poteri forti vogliono che gli italiani siano strangolati da nuove onerose tasse. L'Ocse taglia le stime sull'Italia e "consiglia" il governo Pd di rimettere l'Imu sulla prima casa. La crescita per il 2018 e' vista a +0,8% a fronte del +1% indicato a marzo. Confermata, invece, a +1% la previsione per l'anno incorso.

Le indicazioni sono contenute nell'Economic Outlook presentato oggi a Parigi. Le analisi dell'Ocse deludono il governo che, nel Def, aveva segnato il traguardo all'1,1%. L'ottimismo si era consolidato dopo che l'Istat aveva corretto al rialzo il dato del primo trimestre (0,4% anziche' 0,2%) e aveva proiettato sull'anno un miglioramento dell'1,2% dal precedente 0,8%.

Padoan comunque non ha cambiato idea: a suo parere il risultato finale sara' superiore alle attese di Ocse e Commissione Ue (0,9%), grazie all'effetto delle misure strutturali adottate negli ultimi tre anni. "La ripresa della domanda globale per il deprezzamento dell'euro sta sostenendo le esportazioni. Gli investimenti privati si stanno rafforzando, a differenza di quelli pubblici", ha scritto l'Ocse a proposito dell'Italia. "La crescita dei consumi privati resta robusta nonostante un rallentamento nella creazione di nuova occupazione e un aumento modesto delle buste paga".

A proposito di lavoro, dopo il +1,3% segnato nel 2016 (frutto di agevolazioni e detassazioni una tantum volute dal governo Renzi)  l'Ocse ha stimato un +0,7% quest'anno e un +0,5% nel 2018. Per questa ragione il tasso di disoccupazione dovrebbe diminuire solo marginalmente: dall'11,7% del 2016 all'11,5% nel 2017 e all'11,2% nel 2018.

Inoltre, anche se il debito pubblico si e' più o meno stabilizzato rispetto al Pil "il suo alto livello rimane una vulnerabilita'", ricordando che il governo italiano ha accantonato 20 miliardi per la ricapitalizzazione delle banche. Se fossero interamente utilizzati, aumenterebbero il debito pubblico dell'1,2% del Pil.

Per accelerare la ripresa l'Italia deve "rendere prioritaria la spesa pubblica per le infrastrutture, la ricerca e la lotta alla poverta'". Secondo l'Ocse il governo deve "progredire con le riforme strutturali e continuare le politiche di bilancio prudenti".

L'Italia dovrebbe in ogni caso aumentare il gettito fiscale e rendere le tasse piu' eque "ampliando la base fiscale, perseverando nella lotta all'evasione e introducendo tasse sulla casa di residenza basate su valori catastali aggiornati", ha aggiunto l'Ocse, spiegando che tagli ai contributi sociali rilancerebbero l'occupazione, specialmente per i lavoratori poco qualificati a basso reddito.

All'Ocse sfugge che rimettere la tassa sugli immobili e soprattutto sulla prima casa sarebbe una catastrofe per le già piegate e impoverite famiglie del ceto medio italiano.

Inoltre, dice l'Ocse, i "benefici della globalizzazione" (quali?)  non sono stati distribuiti equamente "a causa delle carenze nel sistema scolastico, di programmi di ricerca di lavoro e di formazione inefficienti e di inefficienti programmi contro la povertà". Ancora, "attuare nuove politiche per un mercato del lavoro attivo e un programma contro la poverta' di livello nazionale aiuterebbe le persone ad adattarsi alla globalizzazione".

Ma come, non è piena di "benefici" secondo l'Osce? E da quando ci si deve "adattare" ai benefici?

Alzando lo sguardo dall'Italia al resto del mondo, il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurrìa, ha spiegato che l'economia globale migliora ma non abbastanza da combattere le diseguaglianze. 

Poi, l'Ocse trova il tempo anche per un "suggerimento" a Draghi: dovrebbe rallentare il Qe nel 2018 e alzare uno dei tassi di riferimento della Bce entro quest'anno. L'andamento dell'inflazione giustifica una graduale interruzione della politica accomodante della Bce in particolare il tasso deposito potrebbe essere alzato verso la fine del 2018 per rendere nuovamente simmetrico il corridoio dei tassi d'interesse.

E da qui si capisce meglio quale sia l'obbiettivo dei poteri forti dell'Ocse: distruggere definitivamente le economie di Italia, Grecia, Spagna, Portogallo. Col taglio del QE e l'aumento dei tassi in contemporanea entro sei-sette mesi, la zona euro deflagrerebbe.

L'Ocse in più ha abbassato le attese sull'economia statunitense, aspettandosi ora una crescita del 2,1% quest'anno, in calo rispetto al 2,4% stimato a marzo, e del 2,4% (dal 2,8%) nel 2018. Viceversa l'Ocse ha alzato le previsioni di crescita per il Giappone e la Cina per il biennio 2017-2018, mentre quelle sull'espansione globale per il 2017 sono salite al 3,5% dal 3,3%.

E serve quindi a capire che i poteri dell'Ocse detestano così tanto Donald Trump che non potere fare altro, piuttosto che niente abbassano le previsioni di crescita americane, quando invece sono ottime.

Redazione Milano


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