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AUSTRIA MOBILITA L'ESERCITO ALLE FRONTIERE E APRE L'ARRUOLAMENTO A UNA NUOVA MILIZIA DI ''VOLONTARI'' A DIFESA DEI CONFINI

venerdì 8 aprile 2016

VIENNA - Austria ai ferri corti, anzi cortissimi con l'Italia, che considera una minaccia alla propria sopravvivenza, perchè proprio dall'Italia - e unicamente da qui - potrebbero arrivare immani ondate di migranti che lo stato austriaco non vuole e non può accettare varchino la frontiera.

Proprio per questo, oggi al Viminale c'è stato l'incontro tra Alfano e il ministro dell'Interno austriaco Johanna Mikl Leitner. Testimoni non ce ne sono stati, la riunione è avvenuta a porte chiuse, però che il tema dei migranti e il rischio invasione fossero gli unici due all'ordine del giorno è dato per scontato, anche alla luce della concretissima possibilità, prospettata ieri dalla ministra, di chiudere la frontiera del Brennero, qualora l'Italia non riuscisse a tenere a bada i flussi di clandestini dal Mediterraneo, ovvero dalla Libia, dove il governo Renzi li va a prendere a botte di centinaia al giorno, a giorni migliaia. Chiudere nel vero senso della parola. Chiudere, sprangare, rendere inaccessibile l'Austria dall'Italia a chiunque non sia cittadino della Ue e anche a quelli, severi controlli dei documenti.

D'altra parte, il cancelliere austriaco Werner Faymann già l'aveva annunciato a Renzi lo scorso 12 febbraio con queste cinque parole: "Al Brennero rimettiamo la frontiera". Punto e basta. 

E già prima, l'Austria aveva avvisato anche l'Unione europea. Era accaduto nel mese di settembre dell'anno scorso, quando Faymann dichiarò che lo stop a Schengen con l'Italia "sarà fatto a norma dello stesso Trattato, che consente agli stati aderenti la sospensione in caso di minaccia, pericolo per la nazione e la sua integrità".

A sua volta, il ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz aveva preciasato quale sarebbe stato il numero massimo di "richiedenti asilo" per il 2016: 37.500, numero raggiunto già lo scorso mese di marzo. E' così che si è arrivati all'ultimatum all'Italia: "L'Austria sta ospitando ora 120 mila profughi, quindi  adesso chiuderemo le frontiere usando anche l'esercito". 

Al Brennero - scrive Repubblica -  oltre i cento poliziotti che domenica scorsa hanno respinto i "no borders" sono arrivati anche cento militari. Per il controllo dei blocchi su tutto l'arco alpino il governo austriaco ha già impiegato 992 riservisti, di cui 206 volontari di una milizia confluita in un battaglione di cacciatori. Sono stati schierati al confine sloveno in Stiria e a Sillian (confina con la Val Pusteria) e a Nauders (Passo di Resia). Mica male. 

Sono dodici i varchi austriaci da difendere e solo il confine con l'Italia si sviluppa per 430 chilometri. E' di queste ore il ritiro di cento uomini da alcuni "punti controllati" con la Slovenia, dove la situazione è tornata a livelli standard: è probabile che questo personale attrezzato sarà spostato al valico, appunto, del Brennero-Brenner.

Ma c'è un aspetto che in qualche modo è rimasto nascosto. Sono centinaia al giorno i giovani austriaci che si offrono volontari per arruolarsi nella nuova milizia per rafforzare la difesa della frontiera con l'Italia onde impedire con ogmi mezzo che arrivino orde di migranti clandestini.

Le condizioni richieste dallo stato austriaco per arruolarli consistono nel dare la disponibilità a una ferma minima di 60 giorni, guadagnando 2.770 euro al mese.

Arrivano un po' dappertutto, da Vienna come da Salisburgo, da Bassa e Alta Austria, dalla Stiria. Per ora, il servizio è previsto fino al 29 aprile. Nei piani del governo austriaco il posto di blocco del Brennero sarà ripristinato con un vero e proprio check point: lì i gendarmi austriaci dovranno controllare i documenti di chi passa, smistare gli stranieri con le carte in regola e gli sprovvisti.

Il piano, di cui ha già parlato L'Adige, prevede la creazione di una carreggiata stradale di controllo, costeggiata di container: auto, pullman e Tir potranno percorrerla a 30 chilometri l'ora. Il territorio - il passaggio del Brennero è uno stretto imbuto a 1.375 metri d'altezza - non aiuta la costruzione di una vera e propria recinzione, ma le reti metalliche restano ancora una delle ipotesi possibili. 

I migranti che arrivano in Italia dalla Libia, denunciano le autorità austriache, non sono affatto profughi, sono nord africani e centro africani che prentendono di entrare in Europa per ragioni economiche, e nel 2016, denuncia l'Austria, saranno 300.000, il doppio del 150.000 del 2015. Insopportabile, e quindi da combattere. 

Ed è proprio per questo, che Vienna ha aperto l'arruolamento di volontari. Una nuova milizia anti immigrati. 

Redazione Milano


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