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E' IN CORSO IL GOLPE SPAGNOLO IN CATALOGNA: GUARDIA CIVIL ARRESTA 12 MEMBRI DEL GOVERNO CATALANO, PIAZZE IN RIVOLTA

mercoledì 20 settembre 2017

BARCELLONA - Il braccio di ferro tra la Catalogna e il governo centrale spagnolo di Mariano Rajoy, pupillo della Ue e fedele servitore della Commissione europea.  e' entrato nella sua fase piu' dura, perchè Rajoy ha mandato l'esercito, ovvero la Guardia Civil, a reprimere con la forza delle armi il diritto del popolo catalano a indire un referendum per stabilire se la maggioranza dei catalani è favorevole all'indipendenza oppure vuole restare con la Spagna. Nella sostanza, è un referemdum per l'autodeterminazione che è sancita tanto dall'Onu che dalla Carta dei diritti dell'uomo, ma contro il quale il governo Rajoy oppone la forza della repressione con arresti, compiuti tutti questa mattina a Barcellona, invadendo le sedi isituzionali del governo catalano e ammanettando 12 ministri e dirigenti pubblici.

E' un'azione dittatoriale degna di un golpista qual è nei fatti Mariano Rajoy. 

La Guardia Civil ha fatto questa mattina irruzione in varie sedi della Generalitat - il governo della regione autonoma che fa capo a Barcellona - e arrestato una dozzina di uomini dell'amministrazione, dicevamo. 

Questa arresti sono assolutamente arbitrari e sono una vera e propria retata in stile golpista che avviene però in uno stato membro della Ue e dell'eurozona, riverberando quindi queste azioni dittatoriali contro la Catalogna su tutta l'Unione europea.

Il motivo - orrendo - per il quale il governo Rajoy ha mandato i suoi scherani della Guardia Civil - come faceva il dittatore Franco in passato -  contro le istituzioni democratiche della Catalogna sta nella volontà di impedire a tutit i costi il referedum, stabilito dal governo catalano per il prossimo 1° ottobre.

La retata golpista colpisce principalmente la squadra di Oriol Junqueras, "ministro degli Esteri" e figura di punta del governo catalano, in particolare gli uomini che si occupavano dell'organizzazione del voto.

Quella delle forze militari mandate dal governo Rajoy e' una "azione compiuta nel rispetto della legge" e per una decisione del giudice", ha detto poco fa Rajoy nel corso di una dura e nervosa sessione del Parlamento. Rajoy mentre parlava è stato subissato di fischi e molti parlamentari hanno abbandonato l'emiciclo.

Immediata la risposta delle autorita' catalane e del popolo indipendentista: il governatore Carles Puigdemont ha convocato d'urgenza il gabinetto di crisi mentre in poco più di mezz'ora dagli arresti decine di miglia di persone di ogni età si sono dapprima concentrate dinanzi al dicastero dell'Economia, poi hanno bloccato tutte le principali vie di Barcellona, che ora è completamente paralizzata.

E le accuse che la piazza rivolge alle "forze di occupazione" di Madrid sono alimentate anche da una comunicazione del ministro delle Finanze Cristobal Montoro, attesa per oggi: il governo centrale intende infatti congelare tutti i conti pubblici della Catalogna, preparandola strada perche' le risorse locali vengano nel breve amministrate direttamente dalla capitale.

Si tratta di una delle misure anticipate dalla stampa nazionale come possibile deterrente alle azioni concrete che Barcellona stava mettendo in campo - con apposite voci nel bilancio regionale - per poter celebrare il referendum.

L'azione militare arbitraria e dittatoriale compiuta dalla Guardia Civil contro gli uomini delle istituzioni della Catalogna ha evidenti ripercussioni nel dibattito nazionale e diversi gruppi parlamentari di opposizione stanno valutando in queste ore il da farsi rispetto a quella che a vario titolo viene definita come una azione di prevaricazione del governo centrale.

Gli imprenditori, segnala "El Mundo", si dicono preoccupati per un calo di investimenti legato alle tensioni con Barcellona, mentre il quotidiano "El Pais" parla in un editoriale del "momento critico" che sta vivendo "la democrazia e l'ordine costituzionale" che il paese si e' dato nel 1978 "dopo lunghi anni di dittatura". 

Mariano Rajoy sta facendo precipitare la Spagna una seconda volta nella dittatura, e questo suo inaccettabile comportamento smaschera anche la Ue, che di fronte a quello che a tutti gli effetti è un golpe spagnolo in Catalogna, rimane silente. 

Come è pensabile, inoltre, che l'Italia resti immobile a guardare la libertà uccisa in Catalogna? Come è pensabile che l'Italia resti nella Ue se la Ue permetterà il golpe spagnolo in Catalogna? Come è pensabile che la Spagna resti nell'erozona e infranto i principi fondamentali della libertà sanciti dai trattati in tutto l'Occidente?

Redazione Milano


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