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Appunti di una sera di mezza estate.

sabato 2 settembre 2017

E allora, va tutto bene, giusto? Mps salvata - e a chi frega sia stato fatto con denaro pubblico? A nessun italiano. -  Le banche venete salvate (si fa per dire) in quanto cancellate, ora si chiamano con un altro nome e via, problema risolto. La Borsa? Ma la Borsa fa faville, è sopra quota 21.000. Brindiamo. Africani? Bloccati in Libia per la maggior parte da milizie mafiose libiche e c'è chi scrive negli Stati Uniti siano pagate dal governo Pd italiano. Alfano ha smentito e come si sa Alfano è uomo d'onore, non direbbe mai una bugia, come certamente confermerebbe Berlusconi.

E la Lega? Rose e fiori, sondaggi da vele spiegate al vento di poppa, Matteo Salvini tonico, alpestre e rassicurante al punto da credere di poter diventare premier e poco importa se da Genova non Toti ma il tribunale pretenda di sequestrare conti correnti e beni del partito per 48 o 49 milioni di euro come danno erariale provocato da Bossi Umberto & sodali. Matteo Salvini, ed è verissimo, non c'entra nè tanto nè poco, però pur rischiando di pagarne il prezzo, punta a Palazzo Chigi passando da Pontida dove potrebbe cancellare con un colpo di gomma - per carità non arabica - il suffisso nord al titolo Lega. Non accadesse, si accontenterebbe di sostituire in basso sul simbolo la parola Padania con la parola Salvini. 

E' curioso che Matteo non si sia accorto che Nord e Nazionalismo cominciano tutti e due con la lettera enne. Va bene, passiamo dalla satira alla serietà delle cose concrete.

Ero a Ponte di Legno, alla festa della Lega di metà agosto. Ho ascoltato Matteo Salvini intervistato da un gionalista il cui livello delle domande poste, su tutte le quali ha spiccato l'imperdibile quesito "ma lei passa più tempo con la Meloni o con la sua fidanzata Isoardi?" mi ha spinto a chiedere allo staff al seguito se lavorasse per Chi, e mi sono chiesto: per quale dannata ragione non vedo attorno a lui, tanto per fare dei nomi, nuovi giovani Maroni, Castelli, Paglianini, Gnutti, Stefani magari no, ma un Gobbo sì? 

Insomma, dove sono i giovani leoni attorno a Metteo Salvini? Può darsi fossero in vacanza. Può darsi, non dico di no. Ma neppure un lombardissimo Giorgetti ha trovato modo e tempo per esserci, per quanto leone un po' ingrigito dall'età che avanza. Vero è che non c'era neppure l'Ansa e latitavano anche le televisoni del Cavaliere, buonanima. Ma non latitavano i militanti e i simpatizzanti. Tantissimi. Lasciatemi dire più di quando c'era Bossi a dirigere l'orchestra. In compenso, c'era Paolo Grimoldi che è un bravo soldato. Ha preso l'auto, ed è arrivato puntuale, anzi in anticipo. Un ex ragazzo quarantaduenne della Lega della prima ora che - gli va ad onore - sa guardare ben oltre il recinto della politica. Ne sanno qualcosa alla Biblioteca Italiana Regina Margherita di Monza. Bravo, ma il punto non è questo.

Quando si fanno stampare cartelli con scritto "Salvini premier" e si distribuiscono a centinaia e diventa anche la scritta cubitale alle spalle del palco di qualunque comizio sia, si corre il concreto rischio che la gente ci creda e si domandi: bene, lui capo del governo, e i ministri? E il programma? E come farà a salvare l'Italia che sta cadendo a pezzi? Concretamente, che futuro ha in testa per questo Paese? Come lo vede tra cinque anni, ammesso vinca la elezioni ed entri dalla porta principale a Palazzo Chigi? Ecco, mi sarei spettato di sentirlo a Ponte. Ma non è accaduto.

C'erano anche un paio di cose urgenti che avrei voluto sapere, da Matteo Salvini. Che farà da capo del governo quando il capo della Bce finirà di iniettare morfina sotto forma di acquisti massicci di titoli di stato italiani così da calmierarne gli (esplosivi) tassi d'interesse?  Giusto per ricordrlo, accadrà al massimo tra sei mesi. E che farà quando la Commissione Ue imporrà la riduzione del debito pubblico che continua a crescere a colpi di 70-90 miliardi di euro l'anno? Anche qua, non appena si voterà in Germania a ottobre, il tema diverrà urgentissimo. E vogliamo parlare della disoccupazione? E quando dice "riformiamo profondamente i trattati Ue oppure abbandoniamo la Ue" concretamente come crede di riuscire a fare l'una cosa o casomai l'altra?

Non è che manchino anni alle elezioni. Sono questioni fondamentali. Vanno spiegate. E il tempo corre. Ferragosto è già lontano.

Tutto qui. 

Max Parisi

 



 
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