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CORTE DEI CONTI UE BOCCIA IL BILANCIO DELL'AGENZIA UE PER ''LO SVILUPPO DEL SISTEMA DI DISTRIBUZIONE MIGRANTI NELLA UE''

lunedì 25 novembre 2019

LONDRA - E' abbastanza risaputo che l'Unione Europea spreca i soldi che estorce ai contribuenti e non deve sorprendere se si scopre che molte delle sue agenzie sono gestite in modo poco trasparente. A tale proposito il giornale online Business Insider ha fatto un'inchiesta sulla gestione poco trasparente dell'agenzia europea per i profughi. Abbiamo riportato l'articolo per intero perche' merita di essere letto visto che i giornali di regime hanno censurato questa storia.

"Tutte promosse, tranne una. È la pagella dalla Corte dei Conti Ue che ha esaminato i bilanci delle 43 agenzie dell’Unione Europea. Un inferno di acronimi (ACER, BEREC, Cedefop, CdT, CEPOL, UCVV ecc…) che nel 2018 ha assorbito circa 4,2 miliardi di euro, il 2,9% del bilancio generale Ue.

L’unica Agenzia che ha ricevuto la bocciatura è stata l’Easo, sigla che sta per European Asylum Support Office. È l’organizzazione deputata a sviluppare un sistema comune per la distribuzione dei migranti, assicurando una gestione coerente delle pratiche di richiesta asilo tra i vari Stati membri. È l’organo che ha concepito, impiantato e gestito gli hot spot in Italia e Grecia per l’accoglienza dei migranti e che dopo l’esplosione della crisi siriana ha visto lievitare la propria dotazione finanziaria, arrivata nel 2017 a 69 milioni di euro.  Oggi l’Easo è responsabile di quattro piani operativi in Italia, Grecia, Cipro e Malta, gestisce 88 sedi che impegnano oltre 900 lavoratori, tra personale interno, esperti degli Stati membri, interinali e interpreti.

Questa agenzia basata a Malta, che dovrebbe essere il fiore all’occhiello dell’Unione dal punto di vista dell’operatività, in grado di ovviare alle divisioni politiche che dividono i membri sui migranti, secondo la Corte dei Conti e per il Parlamento europeo non ha funzionato. Anzi, è stata caratterizzata in passato da una gestione opaca, da appalti dati senza controllo né rendicontazione, da gestioni personalistiche delle assunzioni, da gare mai controllate. Tanto che i bilanci Easo del 2016 e del 2017 non sono stati approvati e la Corte ha lanciato l’allarme sulla necessità di un rapido miglioramento della sua operabilità, “che rischia seriamente di compromettere un’efficace gestione migratoria in tutta Europa”.

Nella relazione della Corte dei conti del 2018 si leggeva: “Per l’Easo abbiamo emesso un parere negativo a causa di episodi materiali e sistematici di non conformità dei pagamenti con il regolamento finanziario dell’Ufficio, principalmente relativi agli appalti pubblici, alle procedure di assunzione e ai pagamenti sottostanti”.

Una stroncatura confermata dal documento dell’anno successivo, datato 15 ottobre 2019, sebbene i giudici affermino che qualcosa “lentamente” sta migliorando: “Per l’Easo la Corte ha espresso un giudizio con rilievi in relazione alle constatazioni riportate nelle relazioni di audit per gli esercizi finanziari 2016 e 2017. Nel complesso, la Corte conclude che l’insoddisfacente situazione rilevata per l’esercizio 2017 per quanto concerne i meccanismi di governance e di controllo interno dell’Ufficio e la legittimità e regolarità delle operazioni sta solo lentamente migliorando e che le azioni correttive avviate dalla direzione dell’Ufficio devono ancora essere completate. Ciò trova inoltre conferma nel fatto che la principale procedura di appalto effettuata dall’Ufficio nel 2018 è risultata ancora una volta irregolare, a causa di gravi debolezze nella procedura stessa”.

Stessa posizione per il Parlamento, che infatti con la Risoluzione del 23 ottobre 2019 ha bocciato il “discarico” (cioè l’approvazione) dei bilanci Easo 2016 e 2017, rivelando come “le irregolarità derivanti da pagamenti non conformi ammontino ad almeno 7,7 milioni di euro, ossia il 10,3 % del totale dei pagamenti effettuati dall’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo nel 2017”. Che qualcosa non andasse l’avevano rivelato anche le risultanze dell’inchiesta – ancora in corso – dell‘Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF).

Gli investigatori di Bruxelles hanno infatti riferito di aver individuato “irregolarità relative alla violazione delle procedure di appalto, all’appropriazione indebita di fondi dell’Ue, alla cattiva gestione, agli abusi di potere nelle questioni relative alle risorse umane, al mancato rispetto delle norme in materia di protezione dei dati”. Non sono neanche mancati i casi di “molestie e comportamenti inappropriati nei confronti del personale nel 2017”.

Nell’occhio del ciclone era finito l’ex direttore esecutivo Easo, il portoghese José Carreira, che il 6 giugno 2018 è stato costretto alle dimissioni, sostituito un anno dopo dalla slovena Nina Gregori, la quale appena entrata in carica ha dichiarato: “L’Easo ha attraversato un periodo difficile, ma ora sta voltando l’angolo. Mi impegno a sostenere i progressi compiuti nell’ultimo anno nel miglioramento della governance dell’Agenzia”.

E che l’Easo avesse bisogno più che di una svolta, di una vera e propria virata a 360°, era apparso chiaro alla luce degli scandali scoperti nella gestione degli hotspot greci e italiani.

Negli audit sull’Agenzia, per esempio, si ricordano gli 1,1 milioni spesi dall’agenzia per l’acquisto e la fornitura allo Stato greco di 90 macchine per la scansione di impronte digitali e 90 computer che il personale Easo avrebbe dovuto rendicontare entro febbraio 2016. I documenti però arrivarono solo nel luglio 2017 e privi della firma del personale dell’Agenzia. Oppure i contratti stipulati per interpreti e mediatori culturali sottoscritti con contraenti che offrivano ribassi anche del 50% rispetto ai concorrenti. Una procedura – quella del massimo ribasso – non ammessa dalla contrattualistica Ue senza che il vincitore spieghi in maniera convincente come possa richiedere un prezzo così basso.

Altro episodio contestato fu poi l’accordo quadriennale da 60 milioni di euro sottoscritto nel 2016 per la copertura delle esigenze dei mediatori culturali e interpreti nei diversi paesi. Il vincitore di quattro lotti di quel contratto non avrebbe avuto i requisiti finanziari richiesti. “Di conseguenza il contratto quadro e tutti i relativi i pagamenti sono risultati irregolari”, scrivono i giudici. Che aggiungono: “Quasi tutti i servizi controllati, basati su appalti pubblici, o le procedure di assunzione sono state sistematicamente colpite da carenze significative nella valutazione delle esigenze dell’Ufficio, stesura del capitolato d’oneri, scelta del tipo di contratto, metodi di valutazione e aggiudicazione, modifiche ed estensione dei contratti, esecuzione di contratti e verifica dei servizi forniti, ecc. Tali punti deboli vanno contro i principi di concorrenza, trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione”.

Lo stesso giorno della pubblicazione delle osservazioni della Corte dei Conti, l’Easo ha diramato un comunicato nel quale si legge: “L’Easo prende sul serio le conclusioni della Corte dei conti europea (ECA) e continua a garantire che i miglioramenti vengano attuati rapidamente. L’Easo accoglie inoltre con favore il riconoscimento da parte della Corte dei conti delle misure concrete e positive adottate per migliorare la governance dell’Agenzia, riconosciuti anche dal Parlamento europeo nel settembre 2019. È in fase di attuazione un piano d’azione per la governance per ripristinare la fiducia nell’Agenzia, rafforzando il quadro di governance interna e il sistema dei controlli. Ad oggi, la maggior parte delle misure chiave previste nel piano sono state completate (48 azioni su 61), incluso un piano di assunzioni a lungo termine (…). Sono state attuate una serie di misure per garantire il pieno rispetto delle norme sugli appalti e una sana gestione finanziaria”

E circa l’irregolarità dell’appalto del 2018 “l’Easo adotterà misure correttive garantendo la continuità operativa“, assicura. - Fine dell'articolo di Business Insider. 

Ringraziamo Business Insider per questo reportage.

Qui sotto c'e' il link originale su questa storia:


https://it.businessinsider.com/lagenzia-europea-per-i-profughi-fa-acqua-travolta-da-scandali-e-appalti-irregolari-allappello-mancano-oltre-7-milioni-di-euro/

GIUSEPPE DE SANTIS - Londra


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