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SALVINI HA PERSO LA PAZIENZA CON M5S, FORSE SI ANDRA' A VOTARE A OTTOBRE, FORSE DOPO. LEGA DA SOLA E SALVINI PREMIER!

venerdì 9 agosto 2019

Governo al capolinea, si va verso la parlamentarizzazione della crisi, con il premier Giuseppe Conte che potrebbe andare in Senato, per la fiducia, con un calendario ancora da decidere. Intanto ieri sera ha attaccato Salvini, difendendo l'operato del Governo che "ha lavorato e non è andato in spiaggia". "Il Parlamento non è un molesto orpello del nostro sistema", ha spiegato. Salvini da Pescara rompe gli indugi: "Mi candido a premier'. Matteo Salvini conferma gli impegni del suo tour, e oggi sarà prima a Termoli (Campobasso) alle 10, poi a Peschici (Foggia) e in serata a Polignano a Mare (Bari). Luigi Di Maio incontra gli attivisti a Cagliari.

"Ho portato pazienza finche' ho potuto, ho tenuto finche' ho potuto, mi sarebbe convenuto andare avanti fregandomene dei no ma i no sono troppi. Tempo scaduto". Lo ha detto Matteo Salvini a margine del comizio a Pescara di ieri sera. 

 "L'Italia non puo' sopportare altri no, si facciano un esame di coscienza i M5S sui troppi no ideologici detti in questi mesi: basta si vada al voto". Cosi' Matteo Salvini rispondendo ai giornalisti. "Non decido io, decide il presidente della Repubblica - ha detto ancora -. Lasciamo lavorare il presidente Mattarella, porto rispetto al presidente Mattarella".

 "Spero che non ci siano governi alla Scilipoti, di salvapoltrone o voltagabbana", ha detto ancora Salvini. "Spero che non ci sia nessuno che la tira in lungo per non mollare la poltrona", ha affermato.

Dopo che il vicepremier Matteo Salvini ha aperto ufficialmente la crisi, chiudendo in maniera defintiva all'ipotesi di un rimpasto di Governo, ora tutta l'attenzione e' proiettata sul rebus delle date per andare al voto ma anche sulle scadenze che attendono il Paese. Nei desiderata del leader del Carroccio si dovrebbe andare a elezioni il prima possibile, la data cerchiata in rosso in casa Lega e' infatti quella del 13 ottobre. Ma, come il premier Giuseppe Conte ha ricordato ieri sera in un discorso agli italiani, non spetta al ministro Salvini stabilire il timing. Il presidente del Consiglio ha infatti ribadito la volonta' di condurre la crisi nella maniera piu' trasparente possibile in Parlamento, dove, ha detto, risiedono "i rappresentanti della nazione e di tutti i cittadini". Il primo passaggio, dunque, sara' come annunciato da Conte, riferire ai presidenti delle Camere Roberto Fico ed Elisabetta Casellati. A loro spettera' convocare una capigruppo per decidere la data in cui riunire i parlamentari. E gia' questo allungherebbe i tempi per lo scioglimento delle Camere a fine agosto. Senza contare la proposta messa sul tavolo dal vicepremier Luigi Di Maio che, ieri, dopo l'annuncio di Salvini, ha rilanciato chiedendo di approfittare della riapertura del Parlamento per approvare in via definitiva (manca solo l'ultimo voto di Montecitorio) la riforma del taglio dei parlamentari.

C'e' poi il presidente della Repubblica il cui ruolo nella gestione della crisi e' centrale. A Sergio Mattarella, infatti, spettera' dover verificare che non ci siano altre maggioranze e questo richiedera' delle consultazioni, seppur rapide. Nel momento in cui, infine, il capo dello Stato avra' decretato lo scioglimento delle Camere dovra' decorrere un tempo che oscilla tra i 45 ed i 70 giorni per poter votare (60 giorni servono solo, per esempio, per le procedure del voto all'estero). Ma le date di questa crisi agostana si intrecciano inevitabilmente con le scadenze che attendono il Paese. Una su tutte la sessione di bilancio autunnale. Il 27 settembre bisognera' presentare la Nota di aggiornamento al Def ed entro il 15 ottobre sul tavolo di Bruxelles dovra' pervenire la manovra economica che, entro il 20 ottobre, dovra' andare in Parlamento. C'e' un'altra scadenza ravvicinata infine, con la quale il Governo, forse l'esecutivo Conte dimissionario o un esecutivo di transizione che dovra' poi portare il Paese al voto, dovra' fare i conti ed e' quella del 26 agosto. Entro quella data, l'Italia dovra' fare il nome del suo candidato commissario europeo. 

Quindi, il percorso appare accidentato, ma il dado sembra tratto.

Sembra.

Redazione Milano


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