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INCHIESTA / LA GERMANIA CHE BARCOLLA: DATI ECONOMICI E PRODUTTIVI DA SPAVENTO EPPURE PER LA UE IL ''PROBLEMA'' E' L'ITALIA

martedì 4 giugno 2019
Le elezioni Ue, al di là di quanto l’informazione mainstream cerchi di propagandare, hanno dato un chiaro segnale di insofferenza nei confronti dell’oligarchia asserragliata nei palazzi di Bruxelles e Strasburgo alle dipendenze degli interessi franco-tedeschi (ma decisamente più spostati verso Berlino). I risultati elettorali di Italia e Francia sono lì a testimoniarli.
Ovviamente la risposta degli oligarchi non si è fatta attendere: lo spread sui btp è tornato a crescere ed al contempo è arrivato il “pizzino” da parte di una commissione ue ormai uscente nei confronti dell’Italia, nella speranza che i cittadini prendano paura come nel 2011.
Più che lettera, ultimatum, dato che richiede una risposta entro 48 ore, oltretutto sullo sforamento provocato non dalla manovra del governo Lega-5S ma… del governo Gentiloni!
Fortunatamente queste potrebbero essere le ultime convulsioni di un sistema ormai morente, ed il colpo mortale potrebbe venire proprio dalla Germania, vittima delle sue stesse assurde politiche nei confronti degli altri membri dell’area euro.
Questo è il grafico dell’indice PMI tedesco: sotto 50 significa contrazione. A voi il giudizio.
Questo, invece, è il grafico degli ordini delle aziende tedesche manifatturiere.
E questo ultimo è il grafico del Pil della Germania, che vorremmo ricordare, sarebbe la "locomotiva d'Europa..."


Tutti gli indicatori segnalano tempesta in arrivo per la Germania (ma curiosamente i nostri media non ne fanno parola) e non potrebbe essere altrimenti.
Perché diciamo che non potrebbe essere altrimenti?
La risposta risiede nella stessa economia tedesca, tutta improntata all’esportazione a discapito dei consumi interni, che difatti sono al palo da decenni e con milioni di lavoratori costretti a vivere con i sussidi Hartz IV. Perfino un economista tedesco di spessore, come Flessbeck scrive testualmente: “la Germania beneficia della moneta unica perché, come non aveva fatto nessun altro paese prima di allora, sotto la guida di un governo rosso-verde ha spudoratamente ingannato i suoi vicini e svenduto le proprie merci”.
Tuttavia, quando i tuoi vicini cui hai svenduto le tue merci, non sono più in grado di comprarle perché nel frattempo si è provveduto pure a strangolarli a colpi di austerity desertificandone il tessuto produttivo e distruggendone le prospettive di crescita future, è inevitabile che anche la tua economia vada in crisi.
In altre parole sta accadendo esattamente quanto si era previsto già anni fa su queste pagine: i tedeschi, come sempre, sono riusciti a tagliare il ramo su cui stavano seduti. Il punto è che il popolo dal puntale sulla testa, quello che invita tutt’ora gli ebrei a non indossare simboli che li possano far riconoscere per evitare “brutte sorprese”, quello che sotto sotto è rimasto lo stesso che osannava il pittore austriaco fallito, non riesce mai ad imparare dai propri errori e li ripete sistematicamente. Anche questa volta ha vinto le battaglia, ma sta perdendo la guerra.
Cosa possiamo aspettarci da uno stato che sistematicamente ha depredato gli altri e se ne è sempre infischiato delle regole, a tal punto da infrangere sistematicamente il limite sul valore delle esportazioni senza peraltro che nessun membro della ue alzasse nemmeno un sopracciglio? Ovviamente fare esattamente il contrario di quello che impone agli altri. Infatti dalle parti di Berlino stanno escogitando il sistema di aggirare il vincolo del pareggio di bilancio che tanto amano imporre agli altri. In che modo? Ad esempio, dalle parti del bundestag stanno valutando che il governo federale potrebbe indebitarsi per acquisire le azioni di una società pubblica che effettui poi investimenti. Questa operazione, architettata con determinati cavilli, resterebbe fuori dal bilancio pubblico e quindi non farebbe aumentarne il debito. Ovviamente, poi vengono a fare le pulci allo stato italiano che vuole rilanciare l’economia… facendo la stessa cosa, ovvero stimolando gli investimenti ed i consumi.
Ecco, se la Germania, come è molto probabile, dovesse arrivare a compiere simili passi per salvare la propria economia, non si capisce perché non dovrebbero farlo anche gli altri e questo significherebbe una sola cosa: la fine della ue così come l’abbiamo vista in questo quarto di secolo. Perché gli altri dovrebbero condannare i propri cittadini a privazioni ed umiliazioni in nome dei “sacri parametri” di Maastricht quando gli stessi sacerdoti li considerano poco più che carta straccia?
Come ha scritto Tom Luongo “Il fallimento dell’economia tedesca nel tenere insieme l’Unione colpirà molto velocemente e come un boomerang la leadership tedesca della UE”. Hegel affermava che la storia tende a ripetersi: siamo dell’avviso che avesse ragione. Dopo aver perso due guerre militari, il popolo dal puntale in testa perderà anche quella economica, dopo aver seminato miseria e morti: citofonare Grecia per maggiori dettagli.
L’Eretico
Fonti
http://vocidallagermania.blogspot.com/2019/05/anche-la-germania-verso-il-superamento.html
http://vocidallestero.it/2019/04/08/tom-luongo-leconomia-tedesca-e-un-morto-che-cammina/
http://vocidallagermania.blogspot.com/2019/05/heiner-flassbeck-leuropa-che-avevo-in.html
https://www.corriere.it/esteri/19_maggio_26/ebrei-non-indossate-kippah-l-antisemitismo-scuote-germania-af86578a-7f8c-11e9-8558-8311fa6a8639.shtml



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