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JOE BIDEN DA VICE DI OBAMA ''INTERVENNE'' IN UCRAINA PER FAR CACCIARE IL GIUDICE CHE STAVA INDAGANDO SU SUO FIGLIO

martedì 21 maggio 2019

NEW YORK - L'ex vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden, che ha formalizzato la propria candidatura in vista delle elezioni presidenziali 2020, e appare ad oggi il candidato di punta del Partito democratico, osannato dalla stampa italiana che lo presenta come il "salvatore" dell'America,  dovra' prepararsi a rispondere ad dure accuse di conflitto d'interessi e di intesse privato, addirittura della sua famiglia, relative alle sue pesanti intromissioni sul governo ucraino.

Il quotidiano "New York Times" ricorda che nel marzo 2016, l'allora vicepresidente Usa, vice di Obama, visito' Kiev e minaccio' la revoca di garanzie Usa sul debito ucraino per 1 miliardo di dollari, nel caso il governo di quel paese non avesse rimosso l'allora procuratore generale accusato dallo stesso Biden apertamente di corruzione.

La campagna di pressione di Biden funziono', e il parlamento ucraino voto' per esautorare il procuratore. Tutto bene, quindi? Per nulla. Il duro intervento di Biden, presentato dalla stampa internazionale - italiana inclusa - come prova del rigore contro i corrotti dell'amministrazione Obama, in realtà celava scopi ben differenti e opposti.

Infatti, il procuratore generale ucraino accusato dal vicepresidente Biden di essere un "corrotto" in realtà era intento ad indagare per corruzione e criminalità organizzata su una compagnia energetica, Burisma Holdings nel cui consiglio di amministrazione sedeva il figlio minore del vicepresidente Usa, Hunter Biden.

Hunter Biden, laureato a Yale, aveva servito nei consigli di amministrazione di Amtrak e di diverse ong e think tank, ma non aveva alcuna esperienza dell'ucraina, e pochi mesi prima della sua nomina nella board di Burisma Holdings era stato congedato dalla Riserva della Marina Usa per essere risultato positivo alla cocaina.

Per il suo ruolo dirigenziale in Burisma, concessogli dopo la crisi ucraina del 2014, Hunter Biden ha ricevuto un compenso di 50mila dollari al mese.

Joe Biden e la sua campagna affermano che l'allora vicepresidente abbia gestito le questioni relative all'Ucraina nell'interesse degli Usa, senza essersi mai informato o aver discusso il ruolo e le attivita' del figlio nell'economia di quel paese.

Il che, è evidente, è una bugia clamorosa.

Tempo fa, pero', sono emersi nuovi dettagli in merito alla vicenda, che hanno portato tra le altre cose alla riapertura delle indagini su Burisma. Le nuove informazioni rivelano che Hunter Biden e i suoi partner d'affari statunitensi sono stati parte di tentativi del consiglio di amministrazione di Burisma di cooptare figure del Partito democratico Usa negli interessi economici ucraini proprio mentre l'azienda energetica era oggetto di attenzioni giudiziarie. 

In questo modo, l'attuale candidato democratico che intenderebbe sfidare Trump alle prossime presidenziali riuscì a "risolvere" la faccenda in Ucraina: bastò accusare chi avrebbe accusato suo figlio di complicità in azioni criminali.

Redazione Milano


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