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LA NUOVA LEGGE SU SICUREZZA E IMMIGRAZIONE: UNA VERA RIVOLUZIONE PER RIDARE TRANQUILLITA' AGLI ITALIANI (LEGGERE)

martedì 27 novembre 2018

Il decreto-legge sicurezza e immigrazione, firmata da Matteo Salvini, su cui oggi la Camera voterà la fiducia nell'ultimo passaggio alle Camere, dopo di che sarà legge dello Stato , abroga il permesso di soggiorno per motivi umanitari, sostituito dal rilascio di permessi di soggiorno "speciali" in caso di condizioni di salute di eccezionale gravità, situazioni contingenti di calamità nel Paese di origine, atti di particolare valore civile.

Il provvedimento, inoltre, reca diverse misure finalizzate al contrasto dell'immigrazione clandestina.

Alcune di queste incidono sul trattenimento dello straniero quali: il prolungamento da 90 a 180 giorni del periodo massimo di trattenimento dello straniero nei Centri di permanenza per i rimpatri (CPR).

Ulteriori disposizioni in materia di contrasto all'immigrazione clandestina riguardano l'estensione dell'efficacia del divieto di reingresso dello straniero espulso nell'intero spazio Schengen.

Inoltre, vengono assegnate al Fondo rimpatri presso il Ministero dell'interno le risorse stanziate dalla legge di bilancio 2018, destinate al programma di rimpatrio volontario assistito, che possono così essere destinate anche ad altre forme di rimpatrio.

Per quanto riguarda la disciplina della protezione internazionale, è prevista una procedura di esame immediato della domanda da parte della Commissione qualora il richiedente sia sottoposto a procedimento penale per reati di particolare gravità e ricorrono le condizioni per il trattenimento del richiedente.

Salvo il caso in cui la Commissione trasmetta gli atti al questore per l'eventuale rilascio del permesso di soggiorno per gravi motivi di carattere umanitario, il richiedente ha l'obbligo di lasciare il territorio nazionale, anche nel caso in cui abbia presentato ricorso avverso la decisione della Commissione. 

Per coloro ai quali è già stato riconosciuto lo status di rifugiato, viene ampliato il novero dei reati che, in caso di condanna definitiva, comportano la revoca (e il diniego) di tale status, includendovi ulteriori ipotesi delittuose ritenute di particolare allarme sociale, quali resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi, lesioni personali gravi o gravissime a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive, mutilazioni genitali femminili, furto aggravato da porto di armi o narcotici e furto in abitazione.

Viene inoltre specificato che per l'applicazione della particolare causa di cessazione dello status di protezione internazionale, dovuta al volontario ristabilimento dell'interessato nel Paese che ha lasciato per timore di essere perseguitato, è rilevante ogni rientro nel Paese di origine, qualora non sia giustificato da gravi e comprovati motivi.

Il sistema di accoglienza dei migranti viene complessivamente ristrutturato prevedendo, tra l'altro, che il sistema SPRAR sia riservato esclusivamente ai titolari di protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati e non anche, come in precedenza, ai richiedenti asilo.

Nella ristrutturazione del sistema sono coinvolte altresì le strutture di accoglienza emergenziale temporanea di cui si prevede la progressiva chiusura.

A tal fine si istituisce un monitoraggio sull'andamento dei flussi. Nel contempo, si introduce l'obbligo da parte delle cooperative sociali svolgenti attività a favore di stranieri immigrati di pubblicare l'elenco dei soggetti a cui vengano versate somme per lo svolgimento di servizi finalizzati ad attività di integrazione, assistenza e protezione social.

Si prevede la revoca della cittadinanza (acquisita per matrimonio o naturalizzazione o concessa allo straniero nato e residente in Italia fino alla maggiore età) in caso di condanna definitiva per reati di terrorismo ed eversione.

Sul fronte della sicurezza, il decreto reca alcune disposizioni volte a potenziare l'attività della polizia locale. Si autorizzano i comuni, che abbiano rispettato i vincoli di finanza pubblica nell'ultimo triennio, di procedere nell'anno 2019 ad assunzioni di personale della polizia municipale in deroga ai vincoli previsti dalla legge di stabilità per il 2016 voluta dal Pd.

Inoltre, si consente al personale della polizia municipale di: utilizzare, in via sperimentale, armi comuni ad impulsi elettrici, i  taser. Il provvedimento interviene sul tema della sicurezza urbana introducendo anzitutto disposizioni di natura penale.

Si segnala, in particolare: la previsione di sanzioni penali per l'inottemperanza al provvedimento di divieto di accesso in specifiche aree urbane, cosiddetto "Daspo urbano" il cui ambito di applicazione viene esteso ai presidi sanitari, fiere, mercati, aree di pubblici spettacoli, locali pubblici e pubblici esercizi. L'inserimento nel codice penale dell'articolo 669-bis, relativo all'esercizio molesto dell'accattonaggio, che viene punito con l'arresto da tre a sei mesi e con l'ammenda da 3mila a 6mila euro e la punibilità a titolo di illecito penale sia del blocco stradale che dell'ostruzione o ingombro di strade ferrate, fattispecie attualmente punite come illeciti amministrativi.

Il decreto-legge reca, poi, una serie di disposizioni di diversa natura comunque finalizzate al miglioramento della sicurezza pubblica.

Il provvedimento consente, nel corso del procedimento penale, l'uso dei braccialetti elettronici come modalità di applicazione e controllo dell'imputato soggetto alle misure dell'allontanamento dalla casa familiare.

Con finalità di sicurezza e di prevenzione del terrorismo, pone in capo agli esercenti di attività di autonoleggio di veicoli senza conducente l'obbligo di comunicare i dati identificativi dei clienti con "congruo anticipo" rispetto al momento della consegna del veicolo.

Per le stesse finalità, si prevede che l'obbligo di far esibire il documento di identità valga anche per i locatori o sublocatori che lochino immobili o parti di essi con contratti di durata inferiore a trenta giorni; estende, per finalità di prevenzione del terrorismo, l'applicazione del divieto di accesso alle manifestazioni sportive (cd. Daspo) agli indiziati di reati di terrorismo, anche internazionale, e di altri reati contro la personalità interna dello Stato e l'ordine pubblico. 

Il decreto detta alcune disposizioni di prevenzione e contrasto della criminalità organizzata, in particolare intervenendo sul Codice antimafia: viene inasprito il trattamento sanzionatorio per le condotte degli appaltatori, che facciano ricorso, a meccanismi di subappalto illeciti.

Viene introdotto l'obbligo per i gestori di impianti di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti, esistenti o di nuova costruzione, di predisporre piani di emergenza interni ed esterni.

Si attribuisce poi al prefetto la facoltà di imporre l'adozione di determinati atti agli enti locali, in presenza di situazioni sintomatiche di condotte illecite gravi e reiterate in grado di alterare le procedure e compromettere il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione, nonché il regolare funzionamento dei servizi.

Inoltre, è integrata la disciplina sull'incandidabilità degli amministratori locali responsabili delle condotte che hanno determinato lo scioglimento dei consigli comunali e provinciali per fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso ricomprendendo anche le competizioni elettorali nazionali ed europee.

Infine, si estende a due turni elettorali successivi allo scioglimento stesso l'ambito temporale di vigenza della misura dell'incandidabilità.

Ulteriori disposizioni riguardano l'organizzazione e il rinforzo dell'organico dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati: per quest'ultima viene introdotta una deroga alle norme della spending review, valida fino al terzo esercizio finanziario successivo all'adeguamento della dotazione organica.

Viene, infine, precluso ai soggetti non in regola con la documentazione antimafia l'iscrizione agli elenchi delle associazioni e delle organizzazioni antiracket e antiusura.

Una serie di interventi riguardano la prevenzione e il contrasto delle occupazioni abusive.

Viene elevata la pena detentiva prevista per l''invasione arbitraria di terreni o edifici (dagli attuali "fino a due anni" a "da uno a tre anni" e sono ridelineate le circostanze aggravanti: è prevista la pena della reclusione da due a quattro anni e la multa da euro 206 a euro 2064 nel caso in cui il fatto sia commesso da più di cinque persone ovvero da persona palesemente armata (viene meno la circostanza aggravante che ricorre quando il fatto è commesso da più di dieci persone, anche non armate).

Viene inserita tra i reati in relazione ai quali possono essere disposte le intercettazioni anche la fattispecie aggravata del delitto di invasione di terreni o edifici e viene escluso che la misura degli arresti domiciliari possa essere eseguita presso un immobile occupato abusivamente. Perchè pare incredibile, ma fino ad oggi accadeva.

Redazione Milano


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