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LA FRANCIA SI RIVOLTA IN PIAZZA CONTRO MACRON, TENTATO L'ASSALTO ALL'ELISEO, 280.000 MANIFESTANTI, UN MORTO, 272 FERITI

domenica 18 novembre 2018

I 'Gilet gialli' bloccano la Francia, chiedono le dimissioni di Emmanuel Macron e danno vita a una protesta che sfocia in tragedia: un morto e 227, di cui sette gravissimi, in scontri con la polizia, e numerosi fermi. Sono stati 280.000 i dimostranti che hanno bloccato le strade contro il caro carburante ma principalemnte contro Macron e le sue dissennate politiche economiche. Un Macron che ieri mentre la Francia veniva letteralmente paralizzata da questa enorme protesta popolare, come nulla fosse era a Berlino a sottocrivere un documento scritto dalla Markel per il quale la Ue diverrebbe una "germanocrazia" nella quale tutti gli stati dell'eurozona dovrebbero sottostare alle "regole" tedesche.

E proprio nelle ore in cui Macron era chiuso nell'ufficio della Cancelleria tedesca a Berlino, migliaia di persone si erano riunite a place de la Concorde a Parigi, dove il movimento dei 'giubbotti gialli' che protestava contro il caro carburanti e il presidente francese Emmanuel Macron stava bloccando la circolazione. Lo riportava l'emittente Bfmtv, aggiungendo che era chierato un imponente dispiegamento di agenti. I dimostranti a poche centinaia di metri dal palazzo dell'Eliseo, residenza ufficiale di Macron avevano l'intenzione di arrivare fin dentro l'Eliseo e occuparlo, in una sorta di nuona "presa della Bastiglia".

Sono scaturiti violenti scontri di piazza tra gente comune, cittadini, e poliziotti, ed è in questo contesto di tensioni altissime nel cuore di Parigi che si sono avuti oltre 50 feriti tra la gente  anche tre tra i poliziotti.

La prefettura non aveva autorizzato neppure la manifestazione di Parigi, che ha preso forma verso il primo pomeriggio, quando dalla tangenziale, i manifestanti si sono spostati verso gli Champs-Elysees, con le loro auto, molti in moto e scooter. Appena sbarcati sulla grande avenue, la polizia ha chiuso gli Champs-Elysees alla circolazione e il centro della capitale si e' tinto di giallo. Alla Concorde sono affluite diverse centinaia di manifestanti, l'avanguardia determinata a raggiungere il vicino Eliseo. Sulla rue du Faubourg Saint-Honore', la residenza presidenziale di Macron e' stata accerchiata da destra e sinistra, i manifestanti sono arrivati fino a un centinaio di metri dal portone principale.

Avvicinarsi di piu' era impossibile, la strada era completamente blindata dai furgoni con le griglie di ferro estraibili, alte 20 metri e in grado di incollarsi ai muri. I Gilet gialli hanno cantato a squarciagola la Marsigliese, fra i cori che chiedevano con insistenza le dimissioni di Macron. Molto lentamente, e fra qualche tafferuglio di troppo, i manifestanti hanno lasciato Parigi in serata, dandosi appuntamento per i prossimi giorni, alcuni irriducibili addirittura a domani, per non dare tregua. E' dall'Eliseo accerchiato che si attende ora un segnale, una forma di risposta di Macron a questa mobilitazione più numerosa di come ci si attendeva, e certamente di forte impatto politico. Dal caro-carburante, la rivolta e' diventata quella della Francia che lavora duro e che alla fine del mese si ritrova a secco, contro la Francia "parigina" e dei centri metropolitani, dei ricchi, di chi puo' fare il pieno di benzina senza soffrire troppo, la Francia di Macron, delle elite, contro la Francia piccolo borghese, contandina, operaia, artigiana, secondo uno schema molto simile a quelle che portò alla Rivoluzione Francese.

I 'Gilet gialli', chiamati cosi' dal colore dei giubbetti indossati, hanno allestito ieri oltre 2 mila blocchi stradali. A uno di questi, a Pont-de Bueauvoisin, in Savoia, l'incidente che ha causato la morte di una manifestante, investita da una donna che cercava di portare la figlia in ospedale e che e' stata presa dal panico quando si e' vista circondata da una cinquantina di dimostranti. Sembra che il blocco stradale non fosse stato comunicato alla prefettura, come molti altri, data l'enorme partecipazione ovunque in Francia.

Il ministro dell'Interno, Christophe Castaner, ha disposto il massimo livello di allerta e ha chiesto ai manifestanti "di prendere tutte le misure di prevenzione e sicurezza". Numerosi, pero' sono stati gli incidenti tra automobilisti e manifestanti. Tra i vari episodi, a Grasse, nelle Alpi Marittime, una vettura "ha cercato di forzare un blocco" investendo un poliziotto che e' rimasto leggermente ferito. Due feriti lievi a Besancon dove un'auto ha fatto un'improvvisa inversione a U per evitare un blocco e, contromano, si e' scontrata con altre vetture. A Selestat, in Alsazia, una manifestante di 45 anni ha avuto il piede schiacciato da un'auto. A Grande-Synthe, nel Nord, si contano due feriti sull'autostrada A16, dove l'imponente mobilitazione ha bloccato il traffico, ripreso su una sola corsia dopo una trattativa con la polizia.

Altri manifestanti hanno invaso l'A2 all'altezza di Haulchin, nel Nord-Est. La protesta - partita dai social - e' stata innescata dall'aumento dei prezzi dei carburanti ma si e' estesa a una piu' ampia denuncia della politica del governo Macron in materia di tassazione e calo del potere d'acquisto.

A partire dal primo gennaio prossimo, le tasse sul gasolio dovrebbero aumentare di 6,5 centesimi al litro e quelle della benzina di 2,9 centesimi. La portesta ha trovato un sostegno politico trasversale: dal Rassemblement National (ex Front National), alla sinistra radicale di France Insoumise e, con un certo ritardo, i socialisti. Tiepidi gli ecologisti mentre il principale sindacato, la Cgt, si e' rifiutata di mobilitarsi insieme alla destra, pur condividendo le ragioni della protesta.

Nel pomeriggio di ieri, poi, migliaia di manifestanti hanno bloccato in pieno centro a Parigi l'accesso ai Champs Elysees. Gruppi di centinaia di persone si sono radunati una seconda volta a Place de la Concorde e in Rue du Faubourg Saint-Honore' determinati a recarsi sotto le finestre dell'Eliseo per far "udire la propria rabbia" al presidente Emmanuel Macron. Anceh in questo caso, la polizia lanciando lacrimogeni e manganellando la gente per strada lo ha impedito.

Il ministero dell'Interno francese ha poi aggiornato la stima dei partecipanti alla mobilitazione nazionale dei 'gilet gialli', parlando di 283mila partecipanti. In precedenza aveva parlato di oltre 249mila manifestanti in tutta la Francia. 

Lanci di gas lacrimogeni sono stati fatti dalla polizia francese ieri pomeriggio a poche centinaia di metri dal traforo del Monte Bianco, tra la Francia e l'Italia, per sgomberare alcune centinaia di "Gilet gialli" che bloccavano completamente l'accesso al tunnel. L'azione, che ha provocato un'ondata di proteste e panico fra i manifestanti, e' stata provocata dal blocco filtrante dei camion e delle auto che, con il passare delle ore, era diventato totale. A quel punto, come da istruzioni del ministero dell'Interno, la polizia e' intervenuta picchiando i presenti, cittadini comuni.

Max Parisi

 


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