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AMBROSE EVANS PRITCHARD SUL TELEGRAPH: ''L'ITALIA NON E' COME LA GRECIA, JUNCKER RISCHIA DI FAR CROLLARE EURO E UE''

giovedì 4 ottobre 2018

LONDRA  - Il braccio di ferro ingaggiato sul bilancio statale italiano tra la Commissione europea di Bruxelles ed il governo di coalizione formato a Roma dai partiti populisti Movimento 5 stelle e Lega rischia di andare fuori controllo: e' questa l'opinione espressa dal quotidiano conservatore "The Telegraph", in una lunga analisi della situazione tra Roma e Bruxelles elaborata da una delle piu' prestigiose firme della testata britannica.

La tesi dell'editorialista euroscettico Ambrose Evans-Pritchard e' che l'Italia non e' affatto come la Grecia, a cui il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker l'ha improvvidamente paragonata; e che le sue parole, deliberatamente pensate proprio per suscitare l'allarme dei mercati, rischiano di provocare un effetto boomerang e alla lunga indurre l'Italia ad uscire dall'euro innescando la deflagrazione dell'Unione Europea.

Ieri intanto i mercati finanziari globali hanno tirato un sospiro di sollievo dopo che il governo italiano ha calmato le paure degli investitori internazionali precisando sui suoi programmi di spesa pubblica per i prossimi anni: non soltanto la Borsa di Milano si e' ripresa e lo spread fra i titoli di Stato italiani e quelli della Germania e' calato; anche le Borse di Londra e New York ieri mercoledi' 3 ottobre sono tornate in terreno positivo e l'euro e' risalito rispetto alla sterlina ed al dollaro Usa, benchè rimanga su valori di cambio piuttosto bassi, 1,14-1,15 contro l'Usd.

Dopo l'ondata di vendite di titoli di Stato itaiani da parte degli investitori - in buona parte asiatici - e le critiche ai programmi di spesa ricevute dai vertici dell'Unione Europea, Roma ha fatto sapere che ridurra' i suoi obbiettvi di deficit di bilancio solo a partire dal 2020.

La scorsa settimana Roma aveva annunciato un deficit annuale al 2,4 per cento del Pil per i prossim tre anni, il triplo di quanto precedentemente concordato con Bruxelles, allo scopo di finanziarie una serie di promesse elettorali fatte dai partiti che formano la coalizione di governo.

L'annuncio aveva provocato un'ondata di critiche da parte dei commissari Ue ed all'inizio di questa settimana aveva innescato una reazione negativa da parte dei mercati finanziari; ma ancora l'altroieri martedi' 2 ottobre il leader del Movimento 5 stelle, il vice-premier Luigi Di Maio, aveva ribadito che l'esecutivo non avrebbe arretrato "nemmeno di un millimetro".

Tuttavia alla fine ieri mercoledi' 3 ottobre fonti governative hanno detto all'agenzia di stampa internazionale "Reuters" che Roma ora e' disposta a non superare un deficit del 2,2 per cento del Pil nel 2020 e del 2 per cento nel 2021, e possibilmente di ridurlo ulteriormente; l'obbiettivo per l'anno prossimo 2019 resta comunque fermo al 2,4 per cento del Pil: questa precisazione e' stata sufficiente perche' gli investitori allentassero la pressione sui mercati italiani e globali. 

D'altra parte, se le profonde riforme del governo rdi Roma saranno nelal giusta direzione epr la crewscita, i risultati dovrebbero mostrarsi già nella seconda parte del 2019. La "scommessa" nella sostanza è proprio questa.

Redazione Milano


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