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MICIDIALE ANALISI DELL'OBSERVER SUL DESTINO DEI PARTITI DI SINISTRA IN EUROPA, DAL PD ALL'SPD: DECLINO INARRESTABILE

lunedì 26 febbraio 2018

LONDRA - "Questi sono tempi molto difficili per i socialdemocratici d'Europa e nuove minacce incombono sui partiti di centrosinistra domenica prossima 4 marzo, con le elezioni parlamentari in Italia ed in Germania il referendum interno con cui gli iscritti all'Spd decideranno se approvare o meno la nuova grande coalizione di governo con l'alleanza di centro-destra Cdu-Csu guidata da Angela Merkel".

Da questi due prossimi appuntamenti il settimanale "The Observer", supplemento domenicale del quotidiano laborista britannivo "The Guardian", parte per delineare un'analisi della crisi di cui soffrono i principali partiti di centrosinistra europei.

"Scavalcati alla loro sinistra ed alla loro destra, ricorda l'autore dell'articolo Jon Henley, i partiti socialdemocratici sembrano essere irrimediabilmente condannati ad un declino inarrestabile: dopo lo scioccante collasso del partito socialista greco Pasok, sono stati spazzati via in Francia ed in Olanda, umiliati in Germania ed appaiono in difficolta' persino nella loro roccaforte della Scandinavia" - spiega l'Observer.

"In Italia tutti gli scenari che potrebbero emergere dalle prossime elezioni non promettono niente di buono per il Partito democratico di Matteo Renzi, che appena quattro anni fa era indicato come la speranza del centro-sinistra europeo e che ora e' accreditato nei sondaggi al momento intorno al 21 per cento dei voti: comunque meglio dell'Spd in Germania, che nelle elezioni del settembre 2017 ha ottenuto il suo peggior risultato dal 1949". Se si dovesse tornare alle urne, in Germania, il partito nazionalista della nuova destra tedesca, Alternativa per la Germania, secondo i sondaggi supererebbe l'Spd di Martin Schulz arrivando vicino al 20%.

"Inoltre - prosegue l'Observer - le trattative in corso con la Merkel per il rinnovo della Grosse koalition ne stanno ulteriormente riducendo il gradimento nei sondaggi e tra i socialdemocratici tedeschi si sta diffondendo la convinzione che sul lungo periodo sarebbe meglio per il partito non tornare al governo adesso ed in queste condizioni: per fermare il populismo di destra, molti nell'Spd pensano che sarebbe necessaria una rigenerazione del partito, con un ritorno alle sue radici popolari, anche se questo dovesse provocare un terremoto nel paese ed in Europa". 

Secondo l'analisi di "The Observer", tra le principali cause del declino dei partiti di centrosinistra ci sono le politiche della "terza via" propugnate da leder come Tony Blair e Gerhard Schroder, che anno funzionato bene durante il boom economico di inizio secolo ma che oggi offrono ben poco agli elettori delle classi sociali piu' disagiate.

Scrive l'Observer, si noti laburista: "Il crollo finanziario del 2008 e le sue conseguenze fatte di disoccupazione alta, bassi salari e taglio della spesa pubblica hanno aggravato le tendenze di lungo periodo rappresentate da globalizzazione, automazione e immigrazione, del tutto incontrollata in alcuni stati dell'Unione europea: se si aggiunge che i socialdemocratici sono accerchiati da un lato dai populisti di estrema destra e dall'altro da una nuova estrema sinistra anti-capitalista, anti-globalista ed anti-establishment, il risultato naturale e' una continua erosione del loro elettorato tradizionale".

"Insomma - conclude l'articolo di Jon Henley leggibile sul numero in edicola - la sinistra moderata, che ha giocato un ruolo fondamentale nella ricostruzione post-bellica della democrazia dell'Europa dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale, se non sara' capace di tornare ad offrire soluzioni credibili ai veri problemi della gente, continuera' ad affondare ed a liquefarsi ed il suo destino potrebbe diventare terminale". 

Redazione Milano


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