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LA LEGA DI MATTEO SALVINI HA RIEMPITO PIAZZA DUOMO: ''ANDIAMO A VINCERE. DOMENICA 4 MARZO FINISCE IL TEMPO DELLE PAROLE''

domenica 25 febbraio 2018

Matteo Salvini è salito ieri pomeriggio sul palco dell'affollatissimo comizio in Piazza Duomo, a Milano, sulle note di 'Vincerò e ha concluso giurando da premier, davanti al popolo, su Costituzione e Vangeli. 

Per la manifestazione di chiusura della campagna elettorale della Lega, a una settimana dal voto del 4 marzo, il segretario leghista ha esibito un profilo moderato, parlando da vincitore in pectore delle elezioni politiche. Tanto da concludere con un giuramento pubblico, che, nelle sue intenzioni, anticipa quello che fara' da presidente del Consiglio al Quirinale.

"Mi impegno e giuro di essere fedele al mio popolo, 60 milioni di italiani, di servire con onesta' e con coraggio, di applicare davvero quanto previsto dalla Costituzione italiana da molti ignorata rispettando gli insegnamenti contenuti in questo sacro Vangelo", ha affermato. "Io lo giuro, lo giurate insieme a me? Andiamo a governare, riprendiamoci questo Paese". Un'ovazione di "sì" e applausi è salita dalla paizza, piena come non si ricordava da parecchio tempo. 

In un'ora di intervento, numerosi i riferimenti e le citazioni cattoliche. A un certo punto, Salvini ha esibito un rosario. "Mi porto dietro un rosario che mi ha regalato un don, fatto da una donna che combatte in strada, non lo mollo", ha detto. Con la Lega al governo, "gli ultimi diventeranno primi", ha assicurato citando il Vangelo, "vuol dire passare dalle parole ai fatti, sporcarsi le mani, fare fatica ed essere onesti, che e' passato di moda". "Domenica finisce il tempo delle parole. Quest'anno la Pasqua sara' davvero per credenti e non credenti una Pasqua di resurrezione", 

Salvini, il 'capitano' come fin dagli inizi della sua ascesa verticale sia ai vertici del partito che alla platea nazionale dei leader più seguiti dagli italiani, si e' detto certo di una vittoria del centrodestra alle politiche.

Il 4 marzo "sara' premiata la forza e il coraggio della Lega, che sara' la prima forza del centrodestra", ha sostenuto. "Ne sono sicuro. Sara' garanzia di lealta'. Noi non tradiamo, noi mai e poi mai governeremo con altri che non siano della nostra squadra, perche' non lo abbiamo fatto in passato", ha continuato.

Salvini ha anticipato che, se sara' premier, il suo "ufficio sara' l'Italia", non come per Matteo Renzi che e' "caduto" anche perche' "si e' chiuso circondato dalla sua arroganza". Frecciatine alla piazza "anti-fascista" che sfilava in contemporanea nella capitale.

"A Roma c'e' un'altra piazza con gente che non la pensa come me ma a cui va il mio saluto e il rispetto. Il bello di piazza Duomo e' che noi stiamo proponendo ai nostri figli un'idea di futuro, in altre piazze si propone un ritorno al passato che porta solo rabbia", ha affermato. "La violenza non risolve mai nulla", ha proseguito. "A mani nude, col volto scoperto, col sorriso cambieremo questo Paese".

Attacchi anche ai 5 stelle. "Porteremo al governo l'esperienza di dove governiamo gia'. Questa e' l'enorme differenza con il Movimento 5 stelle: c'e' chi chiacchiera e chi fa", ha detto. "I fenomeni della democrazia del click sono gia' riusciti a perdere 15 parlamentari ancora prima che siano eletti, perche' non si erano accorti di aver candidato indagati, massoni, gente strana e' varia".

Assenti Roberto Maroni e Umberto Bossi, oltre a Salvini dal palco hanno parlato solo il governatore veneto Luca Zaia, il candidato del centrodestra in Lombardia Attilio Fontana, e l'avvocato Giulia Bongiorno, candidata capolista alla Camera in diverse circoscrizioni.

Nel corso del comizio, Salvini e' tornato su molti dei cavalli di battaglia della campagna elettorale, con citazioni eterogenee da Sandro Pertini a Pier Paolo Pasolini, da Gianfranco Miglio a Oriana Fallaci. Citati piu' volte anche i Vangeli e la Costituzione, sui quali ha giurato davanti ai militanti, chiamati a un certo punto "50mila apostoli". Il "primo atto del governo Salvini sara' l'azzeramento della legge Fornero", seguiranno la cancellazione della riforma 'buona scuola', e una legge "semplice in base alla quale a casa e nel negozio di un italiano la legittima difesa e' sempre comunque legittima difesa". "Ci impegniamo a ridare dignita' al lavoro", ha sostenuto. "Chi vota Lega, vota 'prima gli italiani", ha ribadito. Chi invece di scappare dalla guerra viene in Italia per altri motivi, col governo Salvini vince un biglietto di solo ritorno da dove e' arrivato", ha aggiunto. Infine, ha promesso una legge contro le delocalizzazioni, l'obiettivo di una riforma dello Stato in senso federale, e un ministero per i disabili. 

Al termine della manifestazione a chi gli chiedeva se fosse deluso dall'assenza di Maroni, Salvini ha risposto di no. "Ringrazio le oltre 50 mila persone che oggi sono venute in piazza Duomo da tutta Italia. Una manifestazione pacifica, gioiosa e molto partecipata al contrario di chi ha scelto di scendere in piazza per creare solo disordine e scompiglio. Mi godo la piazza che c'è", ha tagliato corto. Durante il suo intervento, l'ex delfino aveva pero' ringraziato il suo predecessore alla guida della Lega per "il grande lavoro fatto" come governatore lombardo. 

Ai giornalisti che gli hanno fatto notare che non ha mai citato l'alleato Berlusconi, Salvini ha risposto: "Mai citato Berlusconi dal palco? Ci vediamo giovedì sera, saremo insieme a Roma". Secondo quanto si apprende, infatti, i leader del centrodestra chiuderanno la campagna elettorale all'auditorium Atlantico, all'Eur. Da annotare in ultimo che il comizio,a cui hanno partecipato non meno di 50.000 persone, è dtat opreceduto da un corteo partito un'ora prima da Porta Venezia con in testa il governatore veneto Luca Zaia e il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli, il dirigente della Lega più amato dalla base. Da sempre.

Max Parisi

 


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