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SQUADRACCIA ROSSA MASSACRA DI BOTTE MASSIMO URSINO, DIRIGENTE DI FORZA NUOVA. IN 10 CONTRO 1 L'HANNO LEGATO E MASSACRATO

mercoledì 21 febbraio 2018

PALERMO - Almeno sei persone hanno accerchiato a Palermo il responsabile provinciale di Forza Nuova, Massimo Ursino, legandolo mani e piedi con nastro adesivo da imballaggio e pestandolo a sangue. E' accaduto nella trafficata e centrale via Dante, intorno alle 19 di ieri, coi negozi aperti e gente lungo il marciapiede. Gli aggressori erano vestiti di nero e avevano i volti coperti da sciarpe; tra loro, secondo i testimoni, c'era una ragazza che riprendeva il pestaggio con un telefonino.

Portato al pronto soccorso dell'ospedale Civico dai sanitari del 118, Ursino aveva il volto pieno di lividi e una ferita sanguinante alla testa. Il dirigente di Forza Nuova e' titolare di un laboratorio di tatuaggi nella vicina via Marconi. Nel pomeriggio Forza nuova aveva aveva diffuso un comunicato per rispondere al Forum antirazzista di Palermo (una ventina di sigle, tra le quali l'Anpi) che aveva inviato una lettera a questore, prefetto e sindaco chiedendo di non autorizzare il comizio del leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, previsto sabato prossimo nel capoluogo siciliano.

"Al di la' del presunto 'pericolo fascista', questa campagna elettorale - si legge nel comunicato di Forza nuova, precedente all'aggressione di stasera - e' evidentemente contrassegnata dalla intimidazione costante, esercitata in forme diverse da sinistre istituzionali e centri sociali nei confronti di chi non la pensi come loro. A Palermo ieri sera, sotto casa di uno dei candidati di Forza Nuova alle politiche, ha stazionato per ore un gruppo di dieci persone armate. Non vogliamo un ritorno al clima degli anni '70/'80, ma non e' nostro costume tirarci indietro se e' questo che si vuole: l'importante e' che si rispettino proporzioni numeriche onorevoli".

"Quanto avvenuto stasera con l'aggressione ai danni del segretario provinciale dell'organizzazione neofascista Forza Nuova a Palermo, e' il segno della degenerazione che la politica italiana sta subendo, dopo avere sottovalutato la recrudescenza di fenomeni e comportamenti fascisti e razzisti, che rischiano di infettare culturalmente la societa' civile, anche quella che antifascista e antirazzista si proclama. Il fascismo non si combatte con lo squadrismo, bensi' con la cultura e la resistenza". Lo ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando dopo l'aggressione.

"Siamo tutti con Massimo Ursino e questo sabato sarò a Palermo. Invito tutti i militanti di Forza Nuova e tutti gli alleati di Italia agli italiani alla mobilitazione piena per evitare che la violenza comunista unita ai poteri forti soffochi la nostra voce". Lo scrive su Facebook Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, dopo l'aggressione a Massimo Ursino. Per Fiore c'è "un ritorno alle tecniche brigatiste, contro la violenza comunista chiamo alla piena mobilitazione". "Dopo una campagna d'odio seminata dal Gruppo Espresso e seguita da tutta la sinistra inclusa Liberi e Uguali -aggiunge- si scatena l'odio comunista contro Forza Nuova: a Palermo un dirigente Forzanovista è stato colpito sul posto di lavoro, per poi essere legato e vigliaccamente massacrato di botte in dieci contro uno".

Intanto il raid squadrista contro Massimo Ursino e' stato rivendicato con un comunicato inviato via mail a diversi organi di informazione locale. "A pochi giorni dall'arrivo in citta' di Roberto Fiore, atteso in citta' per un comizio in conclusione della campagna elettorale - si legge nella email - Massimo Ursino, uomo di spicco e dirigente nazionale del partito Forza Nuova, e' stato colpito in modo esemplare mentre passeggiava per le vie del centro. E' stato bloccato, immobilizzato e legato con del nastro adesivo, poi lasciato a terra senza possibilita' di fuggire". "Chi afferma che esista una 'minaccia fascista', a Palermo come in tutta la Sicilia - prosegue la nota - dovra' ricredersi: questi uomini di poco conto appartenenti a formazioni neofasciste, che fanno di razzismo e discriminazioni il loro manifesto politico nonche' la costruzione della loro identita' forte e battagliera, si sgretolano in men che non si dica sotto i colpi ben assestati dell'antifascismo. Infatti non sono in grado di difendere se' stessi, figuriamoci di attuare il loro programma politico. I fatti avvenuti oggi sono la dimostrazione del fatto che sul territorio palermitano esiste chi ripudia il fascismo e non ha timore di lottare per bloccarlo e schiacciarlo, a partire da questi protagonisti del forzanovismo, guerrieri a parole, violenti nelle immagini che evocano forse, ma incapaci di proteggere la propria incolumita' e di conquistare qualsiasi forma di potere politico. Palermo è antifascista, nelle pratiche e nella quotidianita' di chi la vive. A Palermo c'e' spazio per il fascismo".

Questa rivendicazione - in perfetto stile fascista - dell'aggressione vigliacca in tanti contro uno dimostra al di là quaisiasi dubbio che il vero squadrismo fatto di pestaggi vigliacchi di squadracce capaci d'agire solo in gruppo non ha più il colore nero, ma il colore rosso. Sono loro, i nuovi fascisti. I fascisti rossi.

Oggi, nel frattanto, sono in corso a Palermo le solite "perquisizioni" nei soliti "centri sociali" dove albergano i soliti "antagonisti", parola che fa rima con fascisti. 

Redazione Milano


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