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IL COMMISSARIO UE AVRAMOPOULOS (ALLE MIGRAZIONI) SOTTO INCHIESTA CON ALTRI 10 LEADER POLITICI GRECI PER CORRUZIONE

mercoledì 7 febbraio 2018

ATENE - L'invio del fascicolo d'inchiesta su gravissimi casi di corruzione dalla procura della Corte suprema di Atene al Parlamento greco, che coinvolgerebbero dieci tra ex premier e ministri greci e la casa farmaceutica Novartis, ha generato una spirale di dichiarazioni e polemiche sia all'intero dell'opinione pubblica nazionale che a livello europeo. E promette di terremotare anche la Commissione europea.

Tra i nomi contenuti nel fascicolo d'inchiesta, infatti, c'è anche quello dell'attuale commissario Ue per le Migrazioni gli affari interni e la cittadinanza, Dimitris Avramopoulos, che nel periodo 2006-2009 ricopriva in Grecia l'incarico di ministro della Sanita' e dalla Solidarieta' sociale, sotto il governo guidato dall'allora premier di Nuova democrazia (Nd) Kostas Karamanlis. Avramopoulos ha esortato oggi le autorita' locali a fare luce sul quello che ha definito "il presunto scandalo di tangenti" - che lo riguarda direttamente - sottolineando che le accuse contro di lui sono "politicamente motivate".  Insomma, Avramopoulos invosa il famigerato "fumus persecutionis" tanto caro agli onorevoli corrotti italiani, e cioè la tesi che i giudici ce l'hanno con lui per ragioni politiche e non perchè hanno prove tonanti che è un corrotto.

In una dichiarazione ripresa oggi dal quotidiano di Atene "Kathimerini", Avramopoulos ha affermato che l'ipotesi di reato, in base al quale la casa farmaceutica svizzera Novartis avrebbe pagato somme ingentissime per ottenere un trattamento preferenziale dal governo greco di cui lui era ministro, "non e' comprovato" e "pieno di buchi". Secondo Avramopoulos, "e' molto chiaro che questa e' una trama senza precedenti, che non starebbe in piedi in nessun altro paese dell'Unione europea", ha detto l'attuale commissario Ue. "Solo menti malate potrebbero evocare questo" scenario e "provarlo", ha aggiunto. Già, menti malate...

L'affaire Novartis e' "una delle espressioni piu' estreme di corruzione, il risultato del piu' antico sistema politico dominante in Grecia", ha detto oggi il ministro dell'Interno greco, Panos Skourletis, in un'intervista alla radio dell'agenzia di stampa "Ana-Mpa". Skourletis ha inoltre risposto agli attacchi dell'opposizione, secondo cui il caso sarebbe una "persecuzione politica" resa nota da esponenti del governo, sottolineando che lo scandalo non era stato rivelato dalle fonti greche, poiche' molti dei dati provenivano da autorita' straniere. "Il caso deve procedere in modo che le responsabilita' vengano accertate", ha affermato il ministro. L'ex vicepresidente di Novartis Grecia, Konstantinos Frouzis, ha definito il caso come una "farsa grossolana", chiedendo che il fascicolo venga reso pubblico. "Questa fiera del falso che abbiamo vissuto nei giorni scorsi presto si concludera'", ha scritto oggi Frouzis su proprio profilo Facebook mercoledi'. "Non permettero' a nessuno di offuscare la mia lunga carriera professionale", ha aggiunto Frouzis. 

Ma i fatti parlano chiaro:  il fascicolo d'inchiesta sul colosso farmaceutico Novartis, arrivato ieri in Parlamento e attualmente secretato, conterrebbe, secondo quanto riportato dalla stampa greca, prove di pagamento di tangenti pari a circa 50 milioni di euro. Secondo quanto trapelato, il fascicolo contiene la testimonianza di 20 persone, tra cui quella di tre testimoni sotto protezione su numerose mazzette elargite tra il 2006 e gli inizi del 2015.

Tra i nomi citati nel fascicolo, oltre a quello di Avramopoulos, quelli degli ex primi ministri della Grecia Antonis Samaras (nel periodo compreso tra il 20 giugno del 2012 sino al 26 gennaio 2015) Panagiotis Pikrammenos (premier dal 16 maggio 2012 al 20 giugno 2012), Andreas Loverdos che e' stato ministro della Sanita' tra il settembre del 2010 e il maggio del 2012, Andreas Lykourentzos che gli subentro' nell'incarico ricoprendolo sino al giugno del 2013; Marios Salmas, vice ministro della Sanita' nel periodo compreso tra il 22 giugno del 2012 sino allo stesso mese del 2013; Adonis Georgiadis vice ministro della Sanita' tra il giugno del 2013 e lo stesso mese del 2014; Yannis Stournaras, attualmente governatore della Banca di Grecia, ma indagato nel periodo tra il luglio 2012 sino al giugno 2014 quando ricopriva l'incarico di ministro delle Finanze; Evangelos Venizelos ministro delle Finanze tra il giugno del 2011 e il marzo del 2012 e vice premier tra il giugno 2013 e il gennaio del 2015. Giorgos Koutroumanis ministro del Lavoro e del Welfare tra il giugno 2011 e il maggio 2012.

Tutta questa nomenclatura ha governato la Grecia sotto l'ombrello della Ue e il controllo della Troika. Rappresenta i vertici di quei governi che hanno applicato i diktat provenienti da Bruxelles e ispirati dalla Germania. E sono una colossale macchina di corruzione. 

Il fascicolo contiene anche le accuse formulate dagli ex ministri del Pasok oggi esponenti della Coalizione democratica, Andreas Loverdos, Evi Christofilopoulou e Vasilis Kegkeroglou, sulla mancanza di prezzi per i farmaci all'inizio del 2015. I pubblici ministeri indagano anche su casi di riciclaggio di denaro che coinvolgerebbero anche medici, intermediari e altri individui. Secondo gli inquirenti, il danno erariale per lo stato greco ammonterebbe a circa 23 miliardi di euro, a seguito delle attivita' illecite condotte da Novartis. 

Da notare che l'attuale Governatore della Banca di Grecia - oggi sotto inchiesta per corruzione - ha ottenuto l'incarico solo dopo il benestare della Bce e quello ovviamente del suo Governatore, Mario Draghi.

Redazione Milano


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