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50 TERRORISTI DELL'ISIS SONO SBARCATI IN ITALIA DALLA LIBIA NEI MESI SCORSI (IL GUARDIAN PUBBLICA LA LISTA DEI NOMI)

mercoledì 31 gennaio 2018

L'Interpol ha fatto circolare una lista di 50 presunti combattenti dello Stato Islamico che sarebbero sbarcati recentemente in Italia con piccole imbarcazioni da pesca e starebbero tentando di raggiungere altri Paesi europei. L'elenco, che il quotidiano britannico The Guardian è riuscito ad ottenere in esclusiva, è stato inviato dall'agenzia internazionale di polizia al ministero degli Interni italiano che lo ha a sua volta distribuito ai servizi antiterrorismo nazionali di tutta Europa. Tutti i sospetti sono cittadini tunisini, alcuni dei quali sono stati identificati al loro arrivo dalle autorità italiane. Il documento mostra il loro nome di battesimo, cognome e data di nascita.

Si calcola che circa 5.500 tunisini siano andati ad addestrarsi alla jihad nei campi organizzati dall'Isis in Siria e Iraq, secondo le stime delle Nazioni Unite. Adesso, con il collasso del "califfato", si hanno le prove che gli ex combattenti vogliono portare il terrorismo islamico stragista in Europa. Nel luglio scorso il Guardian ha avuto un'altra lista Interpol di 173 presunti combattenti dell'Isis che secondo l'agenzia europea sarebbero stati addestrati a compiere attentati in Europa per vendicare le sconfitte subite in Medio Oriente. "L'Interpol invia regolarmente allarmi e aggiornamenti alle sue agenzie nazionali sui terroristi o criminali ricercati attraverso la sua rete", ha spiegato al Guardian un portavoce dell'Interpol. Un funzionario dell'antiterrorismo ha detto al Guardian che i tunisini citati nell'ultima lista sarebbero sbarcati in Sicilia tra luglio e ottobre 2017  su pescherecci o piccole imbarcazioni che sono state poi abbandonate sulla spiaggia.

Quattro dei sospetti terroristi  dell'Isis sulla lista dell'Interpol sono già noti alle agenzie di intelligence europee e, secondo l'Interpol stessa, uno di loro "potrebbe avere già oltrepassato il confine Italia-Francia per raggiungere Gard, un dipartimento nel sud della Francia, in Occitania". Il Guardian ricorda che la spiaggia di Torre Salsa nell'agrigentino è diventata recentemente uno dei punti più usati per gli sbarchi da migranti tunisini che provano a raggiungere l'Europa: la maggior parte di loro parte da Ben Guerdane, città tunisina al confine con la Libia, dove l'Isis si è scontrato con l'esercito tunisino nel 2016, con un bilancio di almeno 28 morti. Si tratta dei cosiddetti 'sbarchi fantasma' in Italia in cui i tunisini giungono a bordo di piccole imbarcazioni e sbarcano principalmente sulla spiaggia di notte, 20 o 30 per volta, per poi scomparire nelle campagne evitando i controlli della guardia costiera e della polizia. Tutti elementi molto pericolosi e probabilmente anche armati.

Quindi, in Italia con l'accoglienza indiscriminata di chiunque arrivi via mare dalle coste del Nord Africa sono arrivati anche 50 pericolosissimi terroristi pronti a compiere carneficine in nome dell'islam. E questo è accaduto per il lassismo del governo Pd che ha volutamente spalancato le frontiere marittime all'invasione di orde immani di migranti africani.

Luigi Patronaggio, procuratore capo di Agrigento, ha dichiarato che "gli inquirenti non possono escludere che, dietro questi viaggi fantasma, possano esserci jihadisti nascosti fra le persone che si recano in Sicilia". Inoltre Salvatore Vella, procuratore ad Agrigento, ha dichiarato al Guardian: "Non sappiamo cosa stessero facendo prima di arrivare qui, non sappiamo davvero chi siano né dove fossero prima di arrivare in Sicilia" ma "certamente ci sono quelli che non vogliono essere identificati. Non vogliono che le loro impronte vengano registrate...Per questa ragione, se sei terrorista, sbarcare ad Agrigento è il modo più sicuro di arrivare in Europa". Sempre secondo Vella, le imbarcazioni arrivate dalla Tunisia sono molto diverse da quelle utilizzate dai trafficanti libici di esseri umani. "Le imbarcazioni in cui viaggiano non hanno nulla a che fare con le barche fatiscenti di migranti che arrivano dalla Libia", ha aggiunto, spiegando che "i tunisini arrivano con barche eccellenti, solide e guidate da esperti che conoscono bene il mare". Le autorità, ricorda il Guardian, ritengono che siano oltre 3mila i tunisini sbarcati in segreto sulle coste dell'agrigentino da luglio; di questi, la polizia è riuscito a bloccarne e identificarne solo circa 400. Tra i 2.600 "fantasmi" vi sono molti terroristi islamici dell'isis addestarti e pronti a compiere stragi immani ovunque in Europa e in Italia.

"Spero che l'Interpol sia riuscita a svegliare le belle addormentate nel bosco. In tanti, me compreso, ci avevano provato inutilmente fin dall'esplodere del fenomeno migratorio verso le coste italiane". E' il commento del Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia alla notizia che l'Interpol - come ha scritto il Guardian - ha diffuso una lista con i nomi di cinquanta sospetti foreign fighters dell'Isis, che sarebbero arrivati di recente in Italia a bordo dei barconi. "Il timore di infiltrazioni terroristiche nei flussi immigratori, che era fondato e che anch'io espressi anche in tempi lontani - prosegue il Governatore - ora trova conferme da una fonte indiscutibile. Conferme preoccupanti, rispetto alle quali ci sarebbero molti interrogativi da porre a certe belle addormentate nel bosco, coloro che, sin da allora, sostennero che si trattava solo di bravi ragazzi, che i veri terroristi arrivavano in aereo, e che chi diceva il contrario era allarmista senza fondamento". "A loro - conclude il presidente del Veneto - chiedo ora se ritengano bravi ragazzi anche i cinquanta componenti dell'inquietante lista dell'Interpol". 

Redazione Milano

 


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