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IL LABURISTA GUARDIAN LANCIA L'ALLARME: ''I NEONAZISTI POTREBBERO TORNARE AL GOVERNO DELL'AUSTRIA!'' MA E' UNA CALUNNIA

mercoledì 11 ottobre 2017

LONDRA - Il prossimo governo austriaco potrebbe avere al suo interno una componente di "estrema destra", quella che il quotidiano laburista britannico The Guardian oggi, in un articolo in prima pagina, definisce "neo-nazista", giudizio non solo falso, ma anche diffamatorio .

Il sondaggio piu' recente, pubblicato da Research Affairs per l'Austria il 5 ottobre scorso, vede il Partito della Liberta' (Fpo) di Heinz-Christian Strache al secondo posto con il 27% delle preferenze, dietro soltanto al Partito Popolare (Ovp) guidato da Sebastian Kurz (34%).

E' decisamente staccato, invece, il Partito Socialdemocratico (Spo) dell'attuale primo ministro Christian Kern (22%).

Secondo il quotidiano britannico, ne' Kern ne' Kurz hanno escluso l'ipotesi di formare una coalizione con Strache, un politico con un "background neo-nazista": venne infatti arrestato quando aveva 20 anni, riporta The Guardian oggi, "per aver preso parte a una marcia organizzata dalla Gioventu' hitleriana". La notizia è destituita di ogni fondamento, sia perchè la "gioventù hitleriana" venne disciolta alla caduta di Hitler nel 1945, sia perchè Strache è nato il 12 giugno 1969 e questo dato già da solo deve far capire che quanto scrive il Guardian è un falso. 

Oggi il programma dell'Fpo comprende anche l'abolizione del welfare ai migranti e l'adesione del Paese alpino al gruppo di Visegrad, riavvicinandosi cosi' a Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria per dire no ai ricollocamenti forzosi di africani islamici che vorrebbe imporre la Ue agli stati membri

The Guardian riporta anche che nel caso in cui l'Fpo entri nella coalizione di governo, proporrebbe come ministro degli Esteri Norbert Hofer, il candidato alle presidenza austriaca sconfitto nel 2016 da Alexadner Van der Bellen, proprio per ribadire il proprio progetto anti-europeista.

"Il Partito della Liberta' e' stato fondato nel 1956 da un ex funzionario nazista e da membri delle SS", scrive The Guardian falsificando la storia, ed e' stato il primo partito populista di destra a entrare in una coalizione di governo. Era il 2000, e Jorg Haider appoggio' i conservatori dell'Ovp. 

La realtà è ben diversa.

Da Wikipedia:

"Il FPÖ venne fondato nel 1956 come un partito pan-germanico, liberale e nazionalista. Il suo immediato predecessore era stata la Federazione degli Indipendenti, che alle elezioni del 1949 aveva ottenuto il 12% dei voti. Il partito era nato dall'incontro di esponenti del Partito Rurale e del Partito Popolare della Grande Germania. Il partito si pose in alternativa sia al Partito Popolare Austriaco (ÖVP) che al Partito Socialdemocratico d'Austria (SPÖ): raccoglieva, infatti, anticlericali, liberali di destra e nazionalisti, spesso ex-sostenitori del Nazismo. (Nessuno di questi presunti "ex sostenitori del Nazismo", tuttavia, venne mai accusato di crimini nazisti di alcun genere nè in Austria nè in Europa - ndr) 

Non fu mai al governo salvo sostenere dall'esterno, tra il 1970 ed il 1971 (quando il futuro Segretario del FPÖ aveva due anni... - ndr) , il governo di minoranza di Bruno Kreisky. Nel 1980, prese le redini la componente liberale del partito che elesse segretario nazionale Norbert Steger, che spostò il partito su posizioni decisamente più moderate. Il partito nel 1983 giunse ad un'alleanza di governo con i Socialdemocratici. I negativi risultati alle elezioni amministrative portarono, però, il congresso convocato nel 1986 ad eleggere segretario nazionale il nazionalista Jörg Haider. Il cancelliere Franz Vranitzky sciolse il Parlamento e, dopo le elezioni, diede vita ad un'alleanza con i Popolari.

Haider, presidente regionale della Carinzia, aveva assunto posizioni sempre più nazionaliste ed aveva attirato i consensi della base del partito, delusa dall'alleanza con i Socialdemocratici e dalle posizioni liberali dei vertici del partito.

La spregiudicata campagna elettorale di Haider nel 1999 portò il partito ad ottenere il 27% dei voti e a superare - anche se di soli 400 voti - i Popolari che avevano affermato che non avrebbero ripetuto l'alleanza con i Socialdemocratici se fossero stati superati dai liberal-nazionalisti. Il FPÖ accettò di entrare a far parte di un governo guidato da Wolfgang Schüssel dell'ÖVP. L'opposizione dei Socialdemocratici e degli altri Paesi europei fu fortissima. Anche all'interno del Partito Popolare Europeo fu decisamente criticata la scelta dell'ÖVP di allearsi con il FPÖ.

Dopo pochi mesi, Haider, constatati i non brillanti risultati del partito a livello locale e per rimarcare la sua diversità rispetto al panorama politico austriaco, decise di ritornare a candidarsi alla presidenza della Carinzia, lasciando la politica nazionale. Nel frattempo il partito andava dividendosi tra sostenitori e oppositori, tra chi poneva attenzione alla matrice liberale e chi a quella nazionalista del partito.

Alle elezioni federali del 2002, FPÖ subì un vero e proprio crollo (10,1; - 17,5%), tutto a vantaggio dell'ÖVP di Schüssel che salì al 42,2%. L'ÖVP cercò di sostituire nell'alleanza di governo l'FPÖ con i Verdi, ma questi, a causa dell'opposizione della sinistra interna, rifiutarono. Pertanto, si procedette ad una riedizione dell'alleanza ÖVP-FPÖ, naturalmente con i popolari in una posizione di forza.

Nell'aprile del 2005, Haider, in polemica con le posizioni eccessivamente nazionaliste assunte dal partito, fondò l'Alleanza per il Futuro dell'Austria (BZÖ), continuando a sostenere il governo di centro-destra. Il BZÖ tuttavia non riuscì a drenare molti voti se non in Carinzia, lo Stato del quale Haider era governatore dal 1999. Il nuovo leader della FPÖ, Heinz-Christian Strache, forte di un certo carisma personale, condusse il partito ancor più a destra ed è riuscito a contenere l'emorragia di consensi verso il partito di Haider.

Alle elezioni federali del 2006, il FPÖ ritornò ad incrementare i propri consensi passando dal 10% del 2002 all'11,2%. Il dato è piuttosto significativo se si tiene conto del fatto che nel 2002 il FPÖ conteneva anche il BZÖ, che nel 2006 ottenne un inaspettato 4,2%, superando, anche se di poco, la soglia di sbarramento.

Nel 2008 il partito ha ottenuto un importante successo alle elezioni federali anticipate: 17,5% dei voti e 34 seggi, che unito al 10,7% del rivale BZÖ, anch'esso in netta crescita, fa 28,2% e 55 seggi. In seguito alle elezioni si è aperto un dibattito interno ai due partiti circa una possibile riunificazione, anche se Sträche rifiutò categoricamente l'ipotesi, senza tuttavia escludere di poter collaborare al governo.

Alle europee del 2009 il partito ottiene il 12,71% e 2 seggi. Alle elezioni nazionali per il rinnovo del parlamento nel 2013 il FPÖ incrementa ulteriormente i propri consensi, a discapito del BZÖ che crolla al 3,5%, aggiudicandosi il 20,55% dei voti e 40 seggi.

In vista delle elezioni europee del 2014 il leader del partito Sträche sigla un accordo con altri partiti di destra euroscettici - l'FN francese, il PVV olandese e la Lega Nord italiana - per la formazione di un unico gruppo al Parlamento Europeo. Alle europee del 2014 il FPÖ perde consensi aggiudicandosi il 19,72% ma raddoppia i propri eletti da 2 a 4. Tuttavia il progetto del gruppo unico non va in porto e il FPÖ si colloca nel gruppo dei Non Iscritti; successivamente col Front National e la Lega Nord forma il Movimento per un'Europa delle Nazioni e della Libertà.

Il 24 aprile 2016 al primo turno della elezioni presidenziali il candidato del partito Norbert Hofer ha ottenuto il primo posto col 35,1% delle preferenze (1.499.971 voti) e l'accesso al ballottaggio, che vede estromessi i candidati espressi dai partiti al governo federale ÖVP e SPÖ.[3] Nel secondo turno il candidato Norbert Hofer viene battuto per soli 31.000 voti dal candidato sostenuto dai verdi Alexander Van der Bellen[4].

Tuttavia, il 1º luglio, la Corte costituzionale austriaca ha accolto il ricorso del Partito della libertà e invalidato le elezioni per irregolarità. Le nuove votazioni si sono tenute il 4 dicembre e hanno determinato la vittoria nuovamente a Van der Bellen, il quale è stato eletto nuovo Presidente austriaco".

Questa è la storia del partito che alle prossime elezioni in Austria, domenica 15 ottobre, potrebbe vincere ed andare al governo. Sostenere che sia un partito neonazista è un falso. Ma il Guardian è abutuato a gettare fango. L'ultima volta, qualche giorno fa, è riuscito a lanciare addirittura "l'allarme pesto genovese", definito pericoloso per la salute. Ogni commento è superfluo.

Redazione Milano


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