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''CRISI IN LIBIA: MACRON SPIAZZA IL GOVERNO PD ITALIANO CHE VIVE ORA UNA PROFONDA FRUSTRAZIONE'' (NEW YORK TIMES)

martedì 25 luglio 2017

NEW YORK - La decisione del governo francese di organizzare oggi a Parigi un incontro tra il premier libico sostenuto dall'Onu, Fayez al Serraj, e il generale Khalifa Haftar, "uomo forte" della Libia orientale sostenuto dall'Egitto, ha spiazzato l'attuale governo italiano, che rischia di perdere l'iniziativa politica nella definizione delle dinamiche di quel cruciale paese nordafricano, scrive il "New York Times" questa mattina in prima pagina.

Il presidente francese Emmanuel Macron "vuole un coinvolgimento assai maggiore in Libia. Va bene, ma ci ha accantonati. Non siamo stati consultati", lamenta una fonte diplomatica italiana, secondo cui l'iniziativa di Parigi ha causato profonda frustrazione nel governo Pd a Roma.

In Italia le opposizioni politiche accusano il primo ministro, Paolo Gentiloni, di aver assistito passivamente all'iniziativa francese, "abdicando al ruolo che gli spetterebbe" nella soluzione della crisi libica, e al contempo lasciando che l'Italia sopporti da sola il peso dei massicci flussi migratori da quel paese.

L'Eliseo, che pure ha ignorato l'Italia, ha puntualizzato che quella di Parigi "non e' una iniziativa tesa ad escludere". Il presidente del Consiglio italiano per il momento sceglie la cautela, e in merito alle mosse francesi ha affermato: "Stiamo a vedere. Speriamo si dimostrino positive". Quest'anno, ricorda il "New York Times", l'Italia e' stata il primo paese occidentale a riaprire la propria ambasciata a Tripoli; il paese ha anche aperto un ospedale militare da campo vicino a Misurata, e guida la missione europea che dallo scorso ottobre sta addestrando la Guardia costiera libica. 

La nuova presidenza francese di Macron ha da poco creato un dispositivo militare a sud della Libia noto come G5 Sahel, cui partecipano Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger e Ciad. Lo scorso 14 luglio, nella conferenza stampa tenuta a Parigi con Donald Trump, il presidente Macron ha sottolineato come Francia e Stati Uniti "condividono le stesse intenzioni" riguardo la Libia ed il Sahel, aggiungendo di voler "intraprendere diverse iniziative diplomatiche forti" per stabilizzare la situazione nel paese nordafricano.

La Francia ha sempre mantenuto una posizione ambivalente rispetto alla crisi libica. Ufficialmente schierata con il governo di accordo nazionale con sede a Tripoli, Parigi ha inviato soldati delle forze speciali in Cirenaica a sostegno di Haftar.

Ad ammetterlo pubblicamente e' stato l'ex presidente francese, Francois Hollande, che il 22 luglio 2016 ha confermato la morte di tre soldati del suo paese in Libia, avvenuta domenica 17 luglio 2016, deceduti nella caduta di un elicottero a est di Bengasi. Non e' ancora chiaro se il velivolo (un Mi-17 per il trasporto truppe in dotazione alle forze di Haftar) sia precipitato per un guasto oppure sia stato abbattuto, come rivendicato dalle milizie islamiste.

Gli esponenti del governo francese hanno sempre sottolineato che le operazioni in Libia hanno una natura anti-terroristica e non sono da considerarsi come azioni militari in territorio straniero. Resta il fatto che le forze armate francesi sono in Libia a fianco di Haftar da almeno un anno, se non due. E l'Italia è tagliata fuori sia dal punto di vista diplomatico sia da quello militare, mentre l'invasione di decine di migliaia di africani in Italia continua senza tregua. 

Redazione Milano


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