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DISASTRO: ALITALIA HA FATTO RICORSO AL TRIBUNALE FALLIMENTARE DI NEW YORK. FORNITORI NON PAGATI, STATO DI INSOLVENZA

martedì 13 giugno 2017

NEW YORK - Alitalia ha fatto ricorso presso il tribunale fallimentare di New York, in base alle procedure concorsuali internazionali Usa per il fallimento. Lo riporta il Wall Street Journal, rilevando che il vettore italiano rischiava di perdere l'accesso allo scalo JFK a causa di mancati pagamenti delle fatture all'aeroporto. Alitalia, precisa il quotidiano, ha fatto ricorso alla protezione prevista dal "chapter 15" del codice fallimentare Usa.

Il ricorso a questo tipo di procedura è frequente da parte di società estere con ampie operazioni negli Usa, rileva il Wsj spiegando che il "chapter 15" prevede tutele analoghe a quelle del "chapter 11", bloccando tutte le azioni di singoli creditori. Secondo i carteggi prodotti da Alitalia, riporta ancora il quotidiano, la terminal One Group Association aveva minacciato di sospendere fin da oggi il lease presso lo scalo di New York, operazione che avrebbe potuto danneggiare gravemente le operazioni Usa della compagnia tricolore. E Alitalia realizza circa un 30 per cento del suo intero fatturato proprio nelle tratte con gli Usa, di cui circa la metà con voli da e per il Jfk.  Solo che non paga più i debiti.

E potrebbe scattare gia' in settimana la fase due del processo di vendita di Alitalia. I commissari straordinari stanno infatti passando al setaccio le 32 manifestazioni di interesse per individuare quelle che potranno accedere alla 'data room' che potrebbe essere aperta gia' il 15 giugno. Ma quella che è in corso sara' una settimana calda anche per altri dossier sul tavolo della terna commissariale, a partire dal contratto di settore con l'atteso annuncio di nuovi tagli per gli stipendi di piloti e assistenti di volo, oltre alla cigs, con la chiusura della procedura fissata per il 19 giugno.

Il primo nodo da sciogliere resta quello della scrematura delle manifestazioni di interesse, su cui i commissari hanno intenzione di fare presto, specie ora che Alitalia ha presentato una procedura di protezione dai creditori al tribunale fallimentare di New York : "Le dobbiamo guardare una per una, verificare la serieta' e i requisiti di chi le ha fatte", ha spiegato nei giorni scorsi il coordinatore Luigi Gubitosi, confermando che l'obiettivo e' di aprire la data room "intorno a meta' giugno, se non sara' il 15 sara' il 20, ma non dovrebbe slittare molto piu' in la'".

Sui nomi dei pretendenti vige il vincolo della riservatezza, ma sono state le stesse compagnie a far trapelare qualche indizio: Delta ed Etihad hanno fatto capire di essere interessate, mentre Lufthansa e Ryanair punterebbero solo ad alcuni asset.

Il lavoro dei commissari intanto procede anche su altri fronti: accanto alla caccia ai risparmi sui vari costi aziendali (sotto la lente ci sono ora i contratti di leasing), e' iniziato il capitolo del costo del personale. Giovedi' 15, nel nuovo round sul rinnovo del contratto di settore, sono in arrivo nuovi tagli per gli stipendi di piloti e assistenti di volo, per i quali e' stata gia' chiesta una riduzione dei riposi senza compensazione economica. Venerdi' e' invece in programma un nuovo incontro al Ministero del lavoro sulla procedura di cigs: la decisione di mettere in cassa a zero ore circa 300 dipendenti dei 1.358 in cigs, non e' piaciuta ai sindacati e, a meno che non si trovi un punto d'incontro entro il 19, si va verso un mancato accordo.

Ora su tutto, però, incombe lo stato di insolvenza di Alitalia negli Usa. 

Redazione Milano

 


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