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E' MEDICI SENZA FRONTIERE LA ONG AL CENTRO DELL'INCHIESTA A TRAPANI PER IMMIGRAZIONE CLANDESTINA DI AFRICANI DALLA LIBIA

mercoledì 10 maggio 2017

PALERMO - E' Medici senza frontiere l'organizzazione non governativa al centro dell'inchiesta della Procura di Trapani con ipotesi di reato il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. E' quanto scrive il settimanale Panorama in edicola domani, secondo cui il fascicolo di indagine aperto dai magistrati siciliani agli inizi di febbraio e' per il momento a carico di ignoti, ma una decina di appartenenti alla piu' importante organizzazione umanitaria al mondo sono oggetto di approfondimenti da parte degli uomini della polizia di Stato.

Secondo Panorama "non si tratta di semplici operatori o marinai delle navi, ma di esponenti che occupano ruoli decisionali nella Ong, sia italiani che stranieri".

"L'inchiesta - si legge in un lancio del settimanale - non e' circoscritta all'operato di una singola nave, ma prende in considerazione ruolo e missione di Medici senza frontiere nel Mar Mediterraneo. La forza dell'ipotesi investigativa deriva dal fatto che gli elementi concreti che hanno fatto partire l'indagine sono stati forniti dagli stessi membri dell'equipaggio delle navi, i quali hanno raccontato le anomalie nelle operazioni di salvataggio senza alcuna richiesta di soccorso".

Stamane il procuratore facente funzioni di Trapani, Ambrogio Cartosio, in audizione alla commissione Difesa del Senato, ha dichiarato che "La procura di Trapani ha in corso indagini sull'ipotesi di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina che coinvolgono non le ong come tali ma persone fisiche appartenenti alle ong".

Il giorno dopo l'audizione del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro in Commissione Antimafia, ad essere audito dalla Commissione Difesa del Senato è stato l'omologo trapanese Ambrogio Cartosio che nel corso del suo intervento ha spiegato come "vi siano in corso indagini che concernono l'ipotesi di reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e che coinvolgono anche non le Ong come tali ma soggetti, persone fisiche appartenenti alle ong".

Cartosio, che al riguardo non ha potuto aggiungere altro, osservando però come "la presenza delle navi delle Ong in un determinato fazzoletto di mare - ha detto - costituisce un elemento indiziario per dire 'evidentemente sono al corrente che in quel tratto di mare arriveranno le imbarcazioni', ma a me da magistrato non sembra un dato decisivo per incriminare qualcuno".

"Allo stato delle nostre acquisizioni registriamo che vi sono casi in cui soggetti che si trovano a bordo delle navi sono evidentemente al corrente del luogo e del momento in cui si troveranno delle imbarcazioni sulle quali arrivano migranti, quindi evidentemente ne sono al corrente da prima: questo pone un problema relativo alla regolarità di questo intervento e sul piano squisitamente penale, che è quello che ci interessa, pone il problema dei limiti e e dell'estensione dello stato di necessità. E' chiaro - ha spiegato Cartosio - che se per stato di necessità si intende semplicemente la situazione di chi sta annegando è un conto, se, all'opposto estremo, per stato di necessità si intende anche la sitazione di chi si trova in un campo di concentramento libico nei quale ci sono trafficanti che tengono sotto minaccia armata persone torturate, minacciate, violentate in tutti i modi, allora lo stato di necessità copre anche l'intervento programmatico di cui ho detto".

E non sono mancate le reazioni politiche: "Le dichiarazioni di questa mattina in audizione in commissione Difesa di palazzo Madama del pm di Trapani, Cartosio, confermano ancora una volta il ruolo attivo delle navi Ong nell'invasione di immigrati che stiamo subendo e nel traffico di essere umani in corso nel Mediterraneo" ha affermato il senatore della Lega Nord Roberto Calderoli. 

"Nell'ordine il pm Cartosio conferma che ci sono persone fisiche delle Ong - sono le parole di Calderoli - indagate per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, conferma che queste navi effettuano interventi senza informare la Guardia Costiera, conferma che le navi Ong sono informate sull'arrivo dei barconi degli immigrati e infine conferma che elementi della criminalita' organizzata sono dentro il business dell'accoglienza degli immigrati". Il senatore della Lega si chiede: "Queste dichiarazioni del pm di Trapani, e quelle coincidenti del pm di Catania, non bastano al Governo per aprire gli occhi?".

"Ora - aggiunge - il Governo intervenga, occorre bloccare subito l'ingresso di queste navi nelle acque italiane e l'accesso ai nostri porti fino a quando non verra' fatta totale chiarezza sui rapporti tra queste Ong e le organizzazioni di trafficanti di uomini e la malavita, fino a quando non ci sara' chiarezza e trasparenza sui loro finanziatori e sulle modalita' con cui intervengono nelle acque internazionali e sul ruolo svolto dalla criminalita' organizzata nel business miliardario dell'accoglienza. Lo Stato italiano non puo' essere complice, con il suo silenzio e la sua immobilita', del traffico degli esseri umani e dell'invasione che in cinque anni ha portato in Italia quasi un milione di immigrati".

Redazione Milano


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