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MENTRE IL GOVERNO TENTA LA MARCIA INDIETRO SUL ''PASTICCIO UBER'' DOMANI CI SARA' LA MARCIA SU ROMA DEI TASSISTI

lunedì 20 febbraio 2017

Qualcuno nel Pd non ci sta a sentirsi responsabile del pasticcio combinato dal governo sulla questione Uber: "In questi giorni la città è bloccata dai tassisti, ma non hanno torto loro: ha torto Uber, che continua ad evadere mentre noi gli mettiamo il tappeto rosso per terra. I tassisti hanno altri limiti, per carità, ma scaricare la colpa su di loro per una vicenda che è palesemente contro i loro diritti lo trovo vergognoso" ha dichiarato oggi il deputato - che è pronto a fare le valige dal Pd renziano - Francesco Boccia. 

E alla vigilia del tavolo tra governo e associazioni dei tassisti, non si ferma la protesta della categoria in molte citta' italiane, tra liti, minacce e lanci di uova agli autisti Ncc e Uber. "Ci vedremo domani - afferma il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, - c'e' una situazione da lungo tempo non regolamentata e c'e' bisogno di garantire da un lato i diritti dei cittadini e dall'altro anche i diritti di chi ha investito nella propria azienda, che sono i tassisti".

E' un evidente tentativo di retromarcia dopo che la deputata Pd Lanzillotta - autrice dell'emendamento aiuta-Uber - aveva invece dichiarato che "non si sarebbe fermata" di fronte alle proteste dei tassisti.

"Però - prosegue il minstro dei Trasporti Delrio a margine di un evento a Milano - dobbiamo metterci a sedere per fare una regolamentazione seria finalmente, che tolga provvisorieta' all'attuale situazione" il che è curioso, dato il fatto che proprio il governo ha congelato la questione Uber per un anno ancora. Ma meglio tardi, che mai, riconoscere l'errore.

Infatti, i tassisti protestano contro un emendamento al decreto Milleproroghe, che, di fatto, sospende per un altro anno (fino al 31 dicembre 2017) l'efficacia di una serie di norme che dovrebbero regolamentare il servizio degli Ncc (Noleggio con conducente) e contrastare le pratiche abusive. Una sanatoria che, secondo la categoria, favorisce le multinazionali come Uber.

E mentre alcune organizzazioni sindacali - facenti capo a Ggil, Cisl e Uil - prendono le distanze dagli scioperi selvaggi delle auto bianche, l'Autorita' di garanzia per gli scioperi ricorda che fin dalle prime notizie sui blocchi "ha scritto a tutte le Prefetture coinvolte chiedendo informazioni urgenti sui dati di adesione e su come stessero procedendo" la situazione.

"A oggi - fanno sapere dall'Authority - ha risposto solo la Prefettura di Genova, Firenze e Milano. Contemporaneamente e' stata contestata a tutte le sigle sindacali di categoria l'illegittimita' dello sciopero selvaggio per la garanzia dei servizi minimi, il mancato preavviso e la durata ed e' stato chiesto ai sindacati non solo di dissociarsi ma di metter in campo ogni iniziativa per far cessare i blocchi". Nelle prossime ore, "non appena avremo gli altri riscontri dalle Prefetture apriremo un procedimento di valutazione che la legge ci impone entro 60 giorni di chiudere". Al termine di questo periodo "potrebbero essere valutate sanzioni nei confronti di quei sindacati che non hanno rispetto la legge". Insomma, i taxisti vanno puniti per avere preteso una soluzione alla questione Uber che minaccia la loro stessa esistenza...

Secondo il coordinatore nazionale di Unica Filt Cgil, Nicola Di Giacobbe la protesta dei tassisti "e' giusta ma nelle forme sbagliate, perche' scioperi e manifestazioni sono regolati per legge e tutti devono rispettarle". Comunque, aggiunge, "la responsabilita' di queste proteste non e' certo dei tassisti, ma dei senatori e parlamentari (della maggioranza) che invece di migliorare le leggi per garantire chi lavora e chi usufruisce del servizio, in questa fase stanno solo creando confusione e i presupposti di un vantaggio per le multinazionali: ne favoriscono l'ingresso in un servizio senza che queste abbiano i titoli certificati per poterlo fare".

Le parole d'ordine sono "prendiamoci un caffè domani a Roma". È il messaggio in codice che in queste ore sta girando tra i tassisti di tutta Italia, un tam-tam che viaggia di radio in radio, sui social e che circola nelle chat delle cooperative. L'obiettivo è organizzare nella Capitale, in un luogo di grande visibilità, probabilmente a Piazza Montecitorio, una grande mobilitazione spontanea, un blitz improvvisato, al di fuori dei programmi ufficialmente dettati dai sindacati, per mettere pressione sul Parlamento affinchè ritiri la norma nel decreto mille proroghe che contiene provvedimenti ritenuti favorevoli a servizi come Uber, MyTaxi e Noleggi con conducente. Da Milano a Roma, le auto bianche delle principali città italiane sono ormai quasi tutte ferme da cinque giorni.

 "Credo che domani verranno da tutta Italia. Io non posso dire nulla sui media, non sono un sindacalista: non si parla di manifestazione, ma circola la voce di prendersi un caffè a Roma...", ha detto Davide Bologna (cooperativa Pronto Taxi 6645) a Radio Roma Capitale.

Redazione Milano


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