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LA UE STA PROVANDO A METTERE IN ATTO UNA COLOSSALE CENSURA NEL WEB DI TUTTE LE NOTIZIE SCOMODE LA RIGUARDANO

venerdì 27 gennaio 2017

LONDRA - L'unione Europea da sempre promuove se stessa usando menzogne e censure e quindi non deve sorprendere se i parassiti di Bruxelles vedono come fumo negli occhi internet e i social media visto che questi mezzi alternativi danno notizie che la stampa di regime tende a distorcere e a censurare.

A tale proposito e' preoccupante notare come l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa abbia approvato il rapporto 'Media online e giornalismo: sfide e responsabilità' della vicepresidente Adele Gambaro (Alde), senatrice del gruppo Ala-Sc (Monti & soci, per intenderci). E a tal proposito la Gambaro ha dichiarato: "Un risultato importantissimo. L'obiettivo, quello che il Consiglio d'Europa chiede ai 47 Stati membri, è disciplinare l'informazione online come avviene per quella offline, usando gli strumenti già a disposizione negli ordinamenti giuridici nazionali, le leggi contro le informazioni false, illegali e lesive della dignità personale per contrastare la diffusione di notizie distorte, che quotidianamente inondano internet, consentendo per esempio ai colossi della rete l'uso di selettori software per rimuovere i contenuti falsi, tendenziosi, pedopornografici o violenti".

Che detto così, parrebbe buona cosa, ma in realtà lo scopo delle oligarchie della Ue è un altro: la censura.

"In questo contesto - ha proseguito la Gambaro -  è fondamentale aggregare la collaborazione digitale tra i diversi Paesi, oggi ancora carente. Questo, ridiscutendo del tabù dell'anonimato, della trasparenza e della proprietà dei media online, del diritto di replica, del diritto all’oblio, della protezione della privacy e della rimozione dei contenuti online. Le notizie false,o fake news o bufale, ci sono sempre state, ma non sono mai circolate alla velocità di oggi, nel circuito istantaneo della rete".

Senza dubbio, ma chi ci guadagna? Le multinazionali del Web, a partire da Google, Facebook e altre. Perchè? Perchè pagano briciole di pubblicità ai proprietari dei siti web e si tengono oltre il 97% dei guadagni, producendo fatturati annui - nella Ue - di oltre 10 miliardi di euro. Quindi, non hanno alcun interesse a rimuovere - e potrebbero farlo in un istante - i fake, anzi hanno l'interesse opposto: più ce ne sono più lucrano. E la Ue se ne guarda bene dall'attaccare queste potentissime multinazionali. 

"Se è vero che - ha proseguito la Gambaro - da un lato, internet è uno strumento meraviglioso che ha arricchito la vita di tutti, abbattendo barriere, dall'altro, la libertà che la rete dà a ciascun utente troppo spesso non ha nulla a che fare con il sacrosanto diritto di espressione ma rischia di trasformarsi semplicemente in un sinonimo di totale mancanza di controllo, laddove controllo vuol dire corretta informazione a tutela degli utenti. Ed è sotto gli occhi di tutti il danno che può comportare la diffusione di una notizia sbagliata o falsa. Se l’informazione diventa disinformazione - conclude la senatrice Gambaro - i mezzi di comunicazione di massa possono, essere utilizzati anche a fine di propaganda e si rischia che notizie manipolate vengano adoperate per influenzare l’opinione pubblica in maniera distorta. Il primo dovere del giornalismo è quello nei confronti della verità e tra i capisaldi di ogni sistema democratico risiedono, al contempo, la libertà e la credibilità dell'informazione".

Avremmo una domanda: scrivere che l'euro è tossico, che la Ue è una dittatura di oligarchi eletti da nessuno, e che sono due pericoli mortali per popoli e nazioni d'Europa, è "disinformazione" e sono "notizie manipolate"? Oppure impedire che queste notizie - perchè tali affermazioni sono provate da dati incontrovertibili - circolino, è il vero obbiettivo di cotanto "impegno" contro i fake?

A nostro parere questa del Consiglio d'Europa è una minaccia grave alla libertà che necessita di una risposta efficace, perché internet oggi rappresenta il mezzo più veloce ed accessibile a livello di massa.  Il problema di tale proposta e' che non esiste un criterio oggettivo per stabilire se una notizia sia vera o sia una bufala e quindi esiste il fondato sospetto che tale rapporto possa portare a una censura di internet tipica degli stati totalitari. Non e' un caso che la senatrice Gambaro faccia parte del gruppo piu' "europeista" e quindi pro-oligarchia Ue del parlamento europeo.

Forse questa rapporto non diventera' mai legge, ma non bisogna assolutamente sottostimare la determinazione dei parassiti di Bruxelles di eliminare tutti gli ostacoli sul loro cammino e certamente la liberta' di internet per loro e' una minaccia molto seria.

Da parte nostra non possiamo che notare non solo il silenzio dei giornali di regime (a parte Adnkronos che ha riportato questa notizia) ma anche dei nostri parlamentari che stanno zitti di fronte a questa gravissima minaccia alla liberta' di stampa. Noi non ci stiamo e abbiamo riportato questa notizia perche' speriamo che qualche parlamentare si decida a fare qualcosa.

GIUSEPPE DE SANTIS - Londra.


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