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IL GOVERNO BRITANNICO HA DECISO: BREXIT DURA SENZA COMPROMESSI: ''NON STAREMO META' DENTRO E META' FUORI'' (THERESA MAY)

martedì 17 gennaio 2017

LONDRA - La premier del Regno Unito, Theresa May, riferisce il Financial Times  questa mattina, mettera' alla prova i mercati valutari oggi, quando annuncera' un taglio netto con l'Unione Europea, dichiarando di non volere un accordo che lasci il paese "meta' dentro e meta' fuori".

Le sue parole confermeranno probabilmente l'ipotesi dell'uscita dal mercato unico, ovvero della cosiddetta Brexit "dura", con uno spiraglio aperto a una parziale adesione all'unione doganale.

Tuttavia, la leader di Downing Street, rivolgendosi a una platea di diplomatici, scegliera' un tono conciliante sottolineando la necessita' di "una partnership positiva e costruttiva" con l'Ue, ma si tratta del modo di esprimere il concetto, non del suo contenuto che resta durissimo per la Ue.

Il governo, infatti, e' preoccupato che il negoziato con Bruxelles, che iniziera' quest'anno, possa trasformarsi subito in un'aspra disputa sulle passivita' britanniche nel bilancio comunitario, stimate tra 40 e 60 miliardi di euro. Diversamente dal presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha mostrato indifferenza per la prospettiva di una disintegrazione dell'Ue, May ritiene che un'Unione forte sia nell'interesse nazionale: "Puntiamo a una nuova e paritaria partnership tra una Gran Bretagna indipendente, autogovernata e globale e i nostri amici e alleati nell'Ue", dira' oggi a Londra, nella sede di Lancaster House.

"Ma non puntiamo a un'appartenenza parziale all'Ue, a un'appartenenza associata o a qualcosa che ci lasci meta' dentro e meta' fuori. Non puntiamo ad adottare un modello gia' sperimentato da altri paesi. Non puntiamo a mantenere pezzi di appartenenza uscendo".

Theresa May confermera' di voler recuperare il pieno controllo delle frontiere; il ministero dell'Interno sta lavorando a un piano che prevede permessi di lavoro e controlli automatizzati di sicurezza per i cittadini comunitari, che non avranno più libero accesso alla Gran Bretagna per ragioni di lavoro come accade ora.

I limiti alla liberta' di circolazione delle persone sono incompatibili con la permanenza nel mercato unico, ma questo non cambia di una virgola il programma di Theresa May al riguardo della sicurezza dei confini.

Sara' piu' sfumato probabilmente l'approccio riguardo all'unione doganale; e' ipotizzabile, inoltre, una "fase di implementazione" per dare alle imprese e alla City la possibilita' di adattarsi alle nuove regole. May assicurera' che il Regno Unito restera' aperto e globale, "un paese sicuro, prospero e tollerante". Un suo portavoce, infine, dopo le dichiarazioni del cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, in materia di fiscalita', ha precisato che l'esecutivo intende "rimanere nel solco di un sistema fiscale europeo riconoscibile". Il che non significa però applicare le "normative" Ue che tutto al contrario saranno completamente cancellate.

Redazione Milano


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