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LA GERMANIA DECIDE DI BLOCCARE L'ASSISTENZA SOCIALE AGLI IMMIGRATI EUROPEI: NIENTE WELFARE PRIMA DI 5 ANNI DI PERMANENZA

venerdì 29 aprile 2016

BERLINO - Anche la Germania alza un muro, come ha fatto già la Gran Bretagna, per fermare l'immigrazione di cittadini della Ue, tagliando loro il welfare. Il ministro del Lavoro Andrea Nahles, infatti, ha pronunciato per la prima volta parole dure in materia di accoglienza e politiche sociali.

La ministra, che è anche esponente dell'Spd - si noti - intende limitare l'accesso alle prestazioni sociali ai cittadini europei che vivono in Germania. Chi e' senza lavoro e non ha versato i contributi in precedenza, in futuro non potra' piu' ricevere il sussidio di disoccupazione "Hartz IV": solo dopo cinque anni di permanenza in Germania, ha spiegato il ministro, i "migranti europei" potranno richiedere l'assistenza sociale dello Stato.

La decisione della ministra e' d'obbligo, scrive l'opinionista Dorothea Siems sul quotidiano "die Welt": ogni anno centinaia di migliaia di cittadini europei arrivano in Germania alla ricerca di un impiego. Molti, pero', dopo una breve ricerca rinunciano a trovare un'occupazione e richiedono le prestazioni sociali.

Nahles ha messo in chiaro che "la libera circolazione dei lavoratori in Europa non significa che il cittadino possa scegliere il sistema sociale che piu' gli aggrada".

In passato, ricorda Siems, anche la Corte Europea di Giustizia ha piu' volte sancito che i governi nazionali hanno il diritto a non concedere le prestazioni sociali ai cittadini Ue. La maggior parte dei cittadini tedeschi guarda con favore all'immigrazione di cittadini dalla Polonia, dalla Grecia o dalla Spagna, poiche' la considerano una fonte di arricchimento per il paese, "ma questo spirito di apertura al mondo potrebbe svanire presto se il paese dovra' 'alimentare' sempre piu' immigrati europei", conclude Siems. 

Queste decisioni del governo tedesco non sono sfuggite al governatore del Veneto, Luca Zaia: "Adesso vien da chiedersi se anche l'illuminata Germania, dopo l'illuminata Gran Bretagna che l'ha già fatto, siano diventate razziste e becere come fummo accusati di essere noi del Veneto quando proponemmo la stessa cosa, ad esempio per l'assegnazione delle case popolari con priorità agli italiani e per altri aspetti del cosiddetto welfare".  

E' questo il commento di Zaia alla notizia. "Nell'immaginario collettivo e nel politically correct - incalza il Governatore - la Germania e l'Inghilterra sono esempi luminosi, applicano tante buone pratiche che vanno seguite. Noi ci proviamo, ma immediatamente si alza il muro dei Governi, delle Giurisdizioni, delle Corti, che bocciano, respingono, annullano atti. Guardando a quei civilissimi Paesi - si chiede il Presidente del Veneto - non sarebbe il caso che costoro si ponessero almeno dei quesiti e avessero qualche dubbio su cosa sia più giusto fare per tutelare i cittadini?".  

"Sarebbe bello - conclude Zaia - un mondo in cui tutti potessero avere tutto, ma è pura utopia. Tutta l'Europa vive una fase storica di crisi e di difficoltà di finanza pubblica e il welfare è uno dei meccanismi pubblici più costosi. E' quindi realista che le poche risorse disponibili vadano utilizzate con priorità per i propri cittadini, giovani, pensionati, famiglie, disoccupati. In Germania, Gran Bretagna, e altri Paesi è azione virtuosa, da noi razzismo. Ma quale Europa è quella vera?"

Redazione Milano


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