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INCHIESTA / LA GERMANIA GARANTISCE CREDITI MARCI DELLE SUE BANCHE PER IL 115% DEL PIL TEDESCO! E IMPONE IL BAIL IN A NOI

venerdì 12 febbraio 2016

Mentre l’evanescente ministro Padoan scriveva sotto dettatura degli oligarchi europei la normativa capestro sulle (una per ciascuna banca) bad bank italiane che impone, de facto, che il governo non presti garanzia sulle sofferenze bancarie cartolarizzate, abbattendone così in modo drammatico il valore reale e spalancando le porte alla più grossa rapina di risparmio privato che la storia italiana possa ricordare, emergevano dati decisamente interessanti riguardanti i crediti “marci” garantiti dagli Stati della Ue.

E anche in questo caso, si è scoperto che il re è nudo e che la classe politica italiana non sarebbe adatta nemmeno a gestire un condominio. Per quale motivo?

Semplice: mentre ricevevamo la solita dose di insulti dagli eurocrati e dal tedesco Schauble sul fatto che gli italiani sono brutti, sporchi e cattivi e devono pagare di tasca propria i problemi delle banche senza alcun intervento pubblico, si veniva a sapere che i “virtuosi” paesi nordici ovvero Germania e Olanda già a fine 2014, avevano garantito sofferenze e crediti marci delle proprie banche per oltre il 100% del proprio PIL (rispettivamente 115,1% Germania e 109,2% Olanda) contro un modesto 44,3% dell’italico stivale.

Un valore, quest’ultimo, addirittura più basso di quanto non abbia l’Inghilterra col suo 55,8%.

Che dire? Di fronte a questi dati che smentiscono apertamente gli attacchi fatti dagli eurocrati al nostro Paese, un governo serio ed autorevole, avrebbe sbattuto i pugni sul tavolo, rifiutato di farsi dettare le norme da questo branco di ciarlatani e avrebbe salutato la compagnia, riappropriandosi della propria sovranità.

Ma, poiché, il coraggio uno non può darselo se non ce l’ha, l’ectoplasmatico Padoan ha fatto quello che avrebbe fatto un Don Abbondio qualsiasi, chinando il capo di fronte al potente di turno e lasciando oltraggiare in modo vergognoso il paese che rappresenta.

Del pari, l’ineffabile ministro tedesco Schauble, tanto pronto a bacchettare gli italiani, chiudeva tutti e due gli occhi sulla situazione mefitica di Deutsche Bank, la principale banca tedesca, quell’entità con un patrimonio di titoli tossici da superare di svariate volte l’intero PIL europeo e sulla cui tenuta si stanno addensando nubi nerissime, tanto che i cosiddetti credit default swap, ovvero le coperture dal rischio di fallimento, sono schizzati a 236 punti, un livello mai visto nemmeno durante la crisi del 2008. Un valore, tra l'altro, più alto di quello di Unicredit, che quindi è ritenuta una banca - italiana - molto più solida e affidabile della scalcinata e pericolante Deutsche Bank.

Siamo certi che se si fosse trattata di una banca italiana o greca, o spagnola, Schaeuble, l’uomo responsabile della distruzione del tessuto industriale della Germania dell’Est, salvato da pesantissime incriminazioni con apposita legge dello stato tedesco,  avrebbe prontamente sbraitato di bail in, di vergogna per l’europa, di necessità di misure drastiche e severe. Tuttavia, poiché si tratta di una sua banca, si è limitato a dire che “non vedo problemi”, anche se i mercati non la pensano come lui e in 6 mesi il buco con la banca tedesca attorno ha perso il 55% del suo valore. Un dato in linea col crollo di Mps, tanto per capirci.

Queste due vicende: i titoli garantiti dallo stato e il trattamento che viene riservato in questo momento a Deutsche Bank, dovrebbero farvi capire come gli oligarchi della Ue adottino due pesi e due misure a seconda che si tratti di situazioni tedesche o dei Paesi mediterranei.

Per quanto ancora dovremo tollerare di farci calpestare, umiliare, denigrare, depredare da questa Unione europea sempre più uguale al III Reich anche dal punto di vista del razzismo?

Un primo segnale lo possiamo dare alle prossime amministrative, bocciando in blocco i candidati dei movimenti che appoggiano questo governo servo degli oligarchi Ue, e non fatevi incantare da quattro urla fatte dal premier non eletto contro la Germania: contano i fatti, e quelli dicono che per l’ennesima volta ha calato le braghe, giocando sulla pelle dei cittadini che, d’altra parte, non lo hanno mai votato.

Luca Campolongo

 

Fonti

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2016/02/09/news/anche_deutsche_bank_nel_ciclone_dei_mercati-133049112/?rss

http://scenarieconomici.it/gotterdammerung-la-caduta-degli-dei-di-marcello-bussi/


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