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IL PRESIDENTE TEDESCO SMENTISCE LA MERKEL SULL'ACCOGLIENZA MIGRANTI: ''LIMITARE I PROFUGHI E' MORALMENTE ACCETTABILE''.

giovedì 21 gennaio 2016

BERLINO - Alla cancelliera tedesca Angela Merkel capita un guaio dopo l'altro: prima i paesi dell'Est Europa non hanno mosso un dito per aiutare Berlino nel tentativo di accoglienza comunitaria dei migranti. Successivamente i paesi del Nord Europa hanno reintrodotto i controlli, veri e propri blocchi, di frontiera. Ed ora l'Austria ha stabilito un tetto massimo per l'accoglienza dei "profughi".

E tutto questo accade nel centro dell'Europa, scrive l'editorialistaThomas Sigmund sul quotidiano "Handelsblatt".

La decisione di Vienna pesa sulla Cancelliera da diversi punti di vista: il collega cancelliere austriaco Werner Faymann e' sempre stato dalla parte di Angela Merkel e ha difeso la sua linea del "ce la facciamo". Faymann, pero', si e' dovuto piegare alle realta' della crisi migratoria e alle pressioni interne.

Ma cio' che preoccupa ancora di piu' la Cancelliera tedesca e' la prospettiva sempre piu' remota di una soluzione comune alla crisi, che ha portato in Germania oltre un milione di migranti in un anno.

Mentre la Merkel cerca di tenere l'Europa unita di fronte a una crisi che molti vicini imputano alle sue improvvide dichiarazioni improntate all'apertura, gli altri Stati dell'Unione euroepa prendono ognuno la propria strada. Non manca molto, avverte il quotidiano "Handelsblatt", dall'ammissione che il progetto storico di un'Europa unita sia fallito di fronte agli "egoismi", ma si possono anche definire "principi di salvaguardia nazionale" dei singoli Stati della Ue. O ex Ue,forse.

Per questo motivo, il discorso pronunciato dal presidente tedesco Joachim Gauck al forum mondiale dell'economia di Davos assume un significato particolarmente importante. Secondo Gauck, una "limitazione del flusso di profughi e' moralmente accettabile, e sarebbe anzi utile a preservare l'accettazione delle politiche di accoglienza da parte dei cittadini europei".

Parole come veleno, per la Merkel che solo l'estate scorsa spalancò - senza se e senza ma - le frontiere della Germania a un milione di migranti, più del 60% economici e senza diritto d'asilo, secondo le regole Ue.

"Non esiste formula matematica che garantisca il sostegno dell'opinione pubblica all'accoglienza", ha spiegato il presidente tedesco. Venire a capo di misure che limitino il fenomeno migratorio e' anzi secondo Gauck dovere di un governo responsabile.

Che queste parole siano state concordate o meno a Berlino tra l'Ufficio di presidenza e il cancellierato, una cosa e' chiara: dopo le dichiarazioni di Gauck, Merkel non puo' piu' resistere senza un piano B che inverta almeno in parte la linea dell'accoglienza strenuamente difesa sinora.

Ufficialmente, pero', la cancelliera non ha fatto inversione di marcia, non ancora. La decisione di Vienna non ha alcuna influenza sull'obiettivo di trovare una soluzione europea, fa sapere il cancellierato. Ma i funzionari della Merkel stanno sicuramente gia' lavorando ad un progetto che pur evitando il termine "tetto massimo", predisponga all'inizio dei respingimenti al confine tedesco. Tutto il resto, avverte il quotidiano tedesco, sarebbe poco realistico.

Ma quello che più preoccupa, in Germania, è l'alternativa: Angela Merkel ce l'ha? Se il "piano B" non ci fosse o se fosse includente, l'unica soluzione sarebbero le elezioni anticipate che porterebbero a un periodo di estrema turbolenza politica in Germania e soprattutto in Europa. Se cala il sipario su Angela Merkel, assieme cala sulla Ue e sull'euro.

Redazione Milano


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