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LA REPUBBLICA CECA SBARRA I CONFINI AI MIGRANTI ISLAMICI: INTEGRAZIONE SOLO PER STRANIERI CON CULTURA SIMILE ALLA NOSTRA

lunedì 18 gennaio 2016

PRAGA -  Cresce nella Repubblica ceca il fronte anti migranti. Alle dichiarazioni del presidente Milos Zeman - il quale ieri ha definito "impensabile integrare i profughi provenienti dai Paesi islamici" - si aggiungono quelle del vicepremier Andrej Babis, secondo il quale la Repubblica ceca non può accogliere migranti dai Paesi mediorientali.

"Non abbiamo obblighi in tal senso e secondo me non possiamo neanche farlo. Abbiamo già tanti problemi in casa - con tanti cittadini che vivono ai limiti della miseria - da non poterci occupare anche dei profughi", ha detto il vice premier.

Le posizioni del capo dello stato Zeman non sono una novità e coincidono con quelle espresse dall'assoluta maggioranza della popolazione di questo Paese, secondo i sondaggi con percentuali che sfiorano l'80%.

Zeman nell'ultimo anno in più di una occasione non è andato per il sottile nel dirsi contrario a ogni ipotesi di accoglienza. "E' praticamente impossibile integrare la comunità musulmana nella società europea. L'esperienza di paesi occidentali, dove si sono creati ghetti e località di esclusione sociale ne sono la prova più evidente" ha ribadito Zeman nel corso di una intervista concessa ai media locali, senza mancare di aggiungere: "lasciamo che abbiano la loro cultura e le loro usanze nei loro paesi, ed evitiamo che le portino qui in Europa, se non vogliamo che si finisca come a Colonia" ha detto con riferimento ai casi di molestie sessuali denunciati da numerose donne nella città tedesca la notte di Capodanno, molestie fatte da migranti nordafricani e mediorientali arrivati a centinaia di migliaia in Germania per colpa della politica delle "frontiere aperte" praticata dal governo Merkel dalla scorsa estate.

"L'integrazione è possibile solo con stranieri che hanno una cultura simile alla nostra, anche se le similitudini possono essere di varia natura" ha aggiunto Zeman, indicando come esempio di integrazione in Repubblica ceca gli ucraini e i vietnamiti, le minoranze straniere più numerose in questo Paese.

In qualche misura più sorprendenti appaiono però oggi a Praga le dichiarazioni del vicepremier e ministro delle finanze Andrej Babis, il miliardario leader del Movimento dei Cittadini Scontenti (Ano), seconda forza del governo ceco. Mai prima d'ora infatti un membro dell'esecutivo di Praga si era espresso in maniera così netta contro progetti di accoglienza dei profughi. "Nelle ultime settimane e dopo Colonia, la situazione relativa alla crisi migratoria è tale che della possibilità di accogliere profughi non possiamo più neanche parlarne" ha detto Babis, considerato oggi il vero uomo forte della politica ceca, coi sondaggi che costantemente lo indicano al top della popolarità fra gli elettori. "Le frontiere di Schengen devono essere chiuse, come quelle che separano la Slovacchia dall'Ucraina e la Ungheria dalla Serbia". 

Nota a margine, ma non troppo, riguarda la collocazione politica del presidente Zeman: sta con centrosinistra, in "Europa". Lo stesso centrosinistra - al parlamento Ue - al quale aderisce il Pd di Renzi...

Redazione Milano.


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