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L'UNGHERIA DI ORBAN A FIANCO DELLA SLOVACCHIA: COMMISSIONE UE DENUNCIATA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA

venerdì 6 novembre 2015

L'Ungheria guidata da Viktor Orban e' pronta a presentare una mozione contro il piano di distribuzione dei rifugiati della Commissione europea e appoggiare la denuncia Slovacca alla Corte di giustizia dell'Ue contro le quote profughi. Lo riporta il sito di informazione "EurActiv France".

Si tratterebbe della prima azione concreta di sostegno del governo ungherese alle posizioni espresse dalla Slovacchia contro la gestione europea della crisi dei rifugiati. Il ministero della Giustizia slovacco sta infatti preparando una denuncia contro il Consiglio Ue che presentera' alla Corte di giustizia dell'Unione europea (Cgue). Robert Fico, primo ministro della Slovacchia e un membro del Partito del socialismo europeo (Pse), aveva annunciato questa mossa gia' ad ottobre.

La decisione di distribuire i rifugiati attualmente in Italia e in Grecia, grazie all'aiuto degli altri 26 paesi dell'Unione europea, era stata presa dalla maggioranza degli Stati membri, dopo un lungo e complesso negoziato. Ma la Slovacchia si e' subito dichiarata contraria sostenendo che la decisione necessitava l'ok unanime dei paesi.

Secondo una fonte diplomatica ungherese, Budapest starebbe seriamente considerando di aggiungersi alla denuncia slovacca, o di presentarne una propria. I due paesi membri hanno tempo fino al 18 dicembre per decidere la loro linea di condotta. Il Partito del socialismo europeo ha minacciato di espellere il premier Robert Fico se andra' avanti con la sua linea di sfida all'Ue. Ma con le elezioni nazionali, che si terranno la prossima primavera in Slovacchia, il leader slovacco potrebbe scegliere di ignorare le minacce.

Budapest, intanto, continua a mostrarsi determinata: il 3 novembre il parlamento ungherese ha approvato a larga maggioranza una mozione che chiede alla Commissione europea di annullare il piano di distribuzione dei rifugiati, perche' di fatto violerebbe il principio di sussidiarieta'. Gli stati europei, sulla base del trattato di Lisbona, possono chiedere alla Commissione di rivedere le proprie decisioni solo se riescono a dimostrare che la questione potrebbe essere gestita in modo piu' efficiente.

A sostenere un tale processo devono essere i parlamentari di almeno dieci paesi, per questo motivo la mozione dell'Ungheria ha poche possibilita' di influenzare l'esecutivo europeo, tuttavia causare una profonda crepa nella Ue, questo sì. Ma per il governo di Viktor Orban si tratta comunque di una dimostrazione di forza: la risoluzione e' stata infatti approvata con 141 voti favorevoli, 27 contrari e un'astensione.

Il presidente della Slovacchia Fico, parlando delle soluzioni migratorie proposte dalla Commissione europea, recentemente ha detto: "Il meccanismo di divisione obbligatoria dei profughi, a cui da tempo la Slovacchia e i paesi del gruppo Visegrad (Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia - V4) si oppongono, si e' rivelato fallimentare secondo le nostre previsioni. La sua approvazione non ha fatto altro che aumentare il flusso. Al contrario la creazione di infrastrutture di protezione al confine tra Ungheria, Croazia e Serbia, controllate da membri di forze dell'ordine V4, ha prodotto ottimi risultati". A fine ottobre Fico aveva anche dichiarato che il paese era pronto a erigere barriere di protezione lungo i propri confini nel caso la sorveglianza di frontiera dovesse fallire.

Secondo Fico l'istituzione di tali infrastrutture sarebbe fondamentale per la soluzione dei problemi migratori. "Simili barriere sarebbero un aiuto fondamentale per i controlli volti a distinguere i migranti economici dai rifugiati politici veri e propri. La Slovacchia si e' sempre dichiarata disponibile ad offrire aiuto ai profughi politici, ma solamente a questi ultimi" ha dichiarato Fico. 

Redazione Milano.


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