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311.000 SBARCATI DALLA LIBIA IN ITALIA DA GENNAIO 2014 A OGGI! OLTRE L'80% VA ESPULSO, NON SONO PROFUGHI (CATASTROFE)

giovedì 5 novembre 2015

MILANO - "Abbiamo ricevuto i dati ufficiali del Ministero degli Interni: in Italia, in meno di due anni, sono sbarcati piu' di 300.000 immigrati. Un record assoluto". Queste le parole con cui Simona Bordonali, assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione della Regione Lombardia ha comunicato i dati relativi agli sbarchi registrati in Italia dal 1 gennaio 2014 al 2 novembre 2015.

"Per la precisione siamo a quota 311.139, di cui 170.100 nel 2014 e 141.039 nei primi 11 mesi del 2015. Questi numeri - ha aggiunto Bordonali - certificano il totale fallimento del Governo Renzi in materia di immigrazione e di gestione del problema. Soprattutto perche' e' lo stesso Governo a dire che coloro che saranno confermati come clandestini, statisticamente la maggioranza assoluta dei richiedenti asilo, non potranno essere rimpatriati per mancanza di accordi bilaterali con i Paesi d'origine e queste persone diventeranno giocoforza manovalanza per macro e microcriminalita'".

"Tra le Regioni, in termini di accoglienza, al primo posto c'e' la Lombardia. Il nostro territorio - ha concluso Bordonali - viene accusato di scarsa collaborazione dal Governo centrale, ma, nei fatti, e' il piu' penalizzato. Al momento nelle strutture lombarde sono presenti 12.932 richiedenti asilo, il 13 percento del totale nazionale. Altre Regioni tanto buone e accoglienti a parole, nei fatti ne ospitano meno della meta'. Queste persone costano ai Lombardi 452.620 euro al giorno, il che significa 14 milioni di euro al mese e 165 milioni all'anno".

"Attendiamo che il premier Matteo Renzi venga sul territorio lombardo - ha concluso l'assessore - per annunciare che investira' la stessa cifra per consentire ai Comuni e alla Regione di mettere in sicurezza il territorio e proteggere le persone da frane e alluvioni".

C'è da osservare  - inoltre - che a fronte di più di 311.000 persone sbarcate in Italia con i barconi provenienti dalla Libia, gli aventi diritto allo status di rifugiato e quindi con la concreta possibilità di ottenere asilo nell'Unione Europa della quale l'Italia fa parte, non superano il 20% - ed è una stima molto larga - di tutti gli arrivati sul suolo nazionale. Prova ne è - ad esempio - l'assenza quasi totale di profughi (solo 3) tra gli ospitati a Cara Mineo, a Catania, che risulta essere anche il più grande centro d'accoglienza italiano, con molte migliaia di presenti. 

Senza voler prendere il caso Cara Mineo come dato statistico complessivo, rimane però del tutto chiaro che di 311.000 arrivati, non meno di 250.000 dovranno essere espulsi. Da qui, anche la frenata imposta dal ministro dell'Interno Alfano alla realizzazione dei cosiddetti "hot spot" decisi in sede Ue. Infatti, una volta allestiti, avrebbero il compito di selezionare chi ha diritto all'asilo, facilitandone l'ottenimento, da chi va rimpatriato, che dovrebbe rimanere in custodia negli stessi "hot spot". E' evidente che tali stutture dovrebbero quindi essere allestite per contenere decine di migliaia di persone, numeri alla mano quasi 5 volte l'attuale popolazione carceraia italiana.

Ecco perchè è un vero fallimento la politica "migratoria" del governo Renzi. Ed ecco perchè è irrealizzabile quanto la Ue vorrebbe che l'Italia facesse. Queata è una catastrofe. Punto e basta.

Redazione Milano.


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