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LA DANIMARCA SVOLTA A DESTRA! TRIONFO ALLE ELEZIONI POLITICHE DEL PARTITO DEL POPOLO DANESE (SOCIALDEMOCRATICI CACCIATI)

venerdì 19 giugno 2015

Le opposizioni danesi hanno vinto le elezioni politiche. Il centrodestra di Lars Lokke Rasmussen e del Partito del popolo si e' conquistato il primo posto, ha riferito il canale radiofonico di Stato. Suoi sono 90 seggi nel parlamento mentre 85 sono andati al centrosinistra del primo ministro uscente Helle Thorning-Schmidt. E all'interno dell'alleanza di destra che ha vinto, è il Partito del Popolo in maggioranza con oltre il 21% dei voti a livello nazionale, contro il 19% degli alleati.

In Danimarca soffia fortissimo il vento politico di destra. Con la conquista di oltre 90 seggi su un totale di 179, i Blu, così chiamato il blocco conservatore dell'ex premier Lars Lokke Rasmussen, ottiene la maggioranza necessaria per guidare il Paese scandinavo per i prossimi anni, grazie al risultato straordinario del Partito del popolo danese, nazionalista e forte difensore dei valori e dei principi che fondano la Danimarca.

Il Partito del Popolo danese, facendo della bandiera anti immigrazione uno dei temi della campagna elettorale, hanno conquistato, come dicevamo poco fa il 21,1% dei voti, diventando il secondo partito in Parlamento.

I socialdemocratici della premier uscente Helle Thorning-Schmidt restano il primo partito con il 26,3% dei voti, ma hanno ammesso la sconfitta. "Abbiamo perso per un soffio", ha commentato Thorning-Schmidt, annunciando che si sarebbe dimessa da premier e da leader del partito. Per un soffio non proprio, data la differenza di oltre l'8% tra i due sfidanti.

"Quattro anni fa abbiamo riconsegnato le chiavi dell'ufficio del premier. Era solamente un prestito", sono state le prime parole del vincitore Rasmussen dopo il verdetto delle urne.

Lars Lokke Rasmussen e' stato ministro nei governi del suo omonimo Anders Fogh Rasmussen e nel 2009 era diventato premier quando Fogh Rasmussen era stato eletto segretario generale della Nato.

Nel 2011 aveva perso le elezioni e aveva dovuto cedere il posto alla socialdemocratica Thorning-Schmidt. "C'e' una maggioranza che ritiene che la Danimarca abbia bisogno di un nuovo governo e ci ha dato la possibilita' di riprendere quelle chiavi", ha aggiunto Rasmussen, il cui partito liberale ha perso il 7% dei consensi, sorpassato dall'alleato, che gli ha consentito di ottenere il 51,5%.

L'immigrazione, la crisi economica internazionale, dalla quale la Danimarca sembra essere uscita bene, ed il tema dello stato sociale, hanno dominato il dibattito pre-elettorale. Il governo uscente aveva adottato una posizione piu' intransigente sul tema delle quote di redistribuzione dei clandestini fatti arrivare in Italia a decine di migliaia dal governo Renzi (oltre 150.000 dal 2014 a oggi).

Il governo socialdemocratico aveva ristretto le maglie del suo sistema di accoglienza, facendo appello alla clausola di esclusione che, come Irlanda e Gran Bretagna, la tiene fuori da obblighi relativi al ricollocamento, ma è stato un passo tardivo e opportinista che non ha permesso al governo della Thorning-Schmidt di spuntare le armi degli avversari, premiati in  modo massiccio dal voto alle elezioni politiche nazionali di ieri. 

Da oggi, quindi, la Danimarca cambia radicalmente posizione sull'immigrazione - già annunciato il ripristino di severi controlli alle frontiere - e l'avvio di capillari controlli sugli extraeuropei con lo scopo dichiarato di espellere dalla Danimarca chiunque non abbia permesso di soggiorno e documenti in regola. Inoltre, il nuovo governo taglierà sussidi a pioggia per gli extracomunitari introdotti dai socialdemocratici. E sul piano del rispetto del diritto di professare la propria religione, i partiti che hanno vinto ora le elezioni hanno detto molto chiaramente in campagna elettorale che non saranno tollerate in alcun modo posizioni estremiste dei predicatori musulmani, che nel caso verranno espulsi immediatamente. 

Redazione Milano


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