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DOMENICA SI VOTA IN TUTTA LA FRANCIA ALLE AMMINISTRATIVE, IL FRONT NATIONAL DI MARINE LE PEN PRONTO ALLA VITTORIA

venerdì 20 marzo 2015

PARIGI - Con le elezioni nei dipartimenti del 22 e 29 marzo, la Francia potrebbe abbandonare il tradizionale bipolarismo per entrare ufficialmente nell'era del tripartitismo.

Il voto infatti si preannuncia come un nuovo trionfo del Front national, la formazione nazionalista di Marine Le Pen, premiata da un elettorato deluso dai partiti tradizionali. Il Fn già dal primo turno di domenica dovrebbe porre fine alla sua quasi-esclusione dalle assemblee dipartimentali.

Spesso definito "di protesta", il voto per l'Fn è in realtà contro l'immigrazione, contro l'Europa e l'euro e per la sicurezza, secondo la politologa Virginie Martin, presidente del Think Tank Different. La stagnazione dell'economia e la paura generata dagli attentati jihadisti di gennaio a Parigi fanno il resto, dando man forte alla Le Pen, che con i suoi discorsi va dritta al cuore degli elettori che si sentono abbandonati dal governo che ha mancato sulle riforme economiche e sociali.

Il successo della leader dell'Fn Marine Le Pen va anche ricercato nelle soluzioni a cui sostiene di lavorare, al contrario, secondo lei, dei principali partiti francesi, il Partito socialista e l'Ump, che hanno per obiettivo principale quello di "combattere l'Fn", il che non "risolve la disoccupazione".

Un argomento sostenuto anche da numerosi analisti: per Virginie Martin, l'Ump e i socialisti non propongono "praticamente nessun modello di società" a differenza del Front National.

E' anche l'indebolimento dei due partiti tradizionali a rafforzare il Front National. A due mesi dal sussulto di unità nazionale manifestato dalla classe politica dopo gli attentati di gennaio, la sinistra e la destra sono di nuovo alle prese con dei dissensi interni che, per molti elettori, prendono il sopravvento sulle riforme.

La prima vittima delle elezioni sarà verosimilmente la sinistra (socialisti, comunisti, ecologisti). A capo dei tre quinti dei 101 dipartimenti, rischia di perderne la maggior parte perché disunita e penalizzata da tre anni di presidenza impopolare di Francois Hollande.

Secondo gli esperti saranno proprio i simpatizzanti socialisti a disertare in massa le urne. Secondo tutti gli istituti di sondaggi, l'astensione dovrebbe in questa tornata elettorale raggiungere un nuovo record propro per la protesta dell'elettorato (ex elettorato ormai) del Partito Socialista dello screditatissimo Hollande.

L'Ump, da parte sua, spera di invertire il rapporto destra/sinistra nei dipartimenti, attualmente favorevole alla sinistra. Il partito guidato dall'ex presidente Nicolas Sarkozy dovrebbe centrare l'obiettivo al secondo turno grazie all'attesa convergenza forzata dei voti della sinistra in chiave di contrasto al Fn. Ma l'Ump dovrà anche fare i conti con l'esodo di una parte dei suoi elettori verso il Front National, e quindi certe "sicurezze" di Sarkozy alle urne potrebbero uscire demolite.

Un fatto comunque è certo: lunedì ci sarà un'altra Francia, comunque vada a finire per Sarkozy. La salita del Front National è indiscutibile. Dipenderà unicamente dalla percentuale, stabilire se sarà una semplice vittoria che tutti danno per scontata, oppure un trionfo che farebbe fortemente vacillare sia il governo Valls sia lo stesso Hollande all'Eliseo.

Redazione Milano. 


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