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IL VERMINAIO SCOPERCHIATO A ROMA TRAVOLGE TUTTO E TUTTI: DESTRA, SINISTRA, PUBBLICA AMMINISTRAZIONE... E COSA NOSTRA.

mercoledì 3 dicembre 2014

Scrive oggi il quotidiano Repubblica: "Un'alleanza tra criminalita' nera e politica ha pilotato per anni appalti e assunzioni in Comune e Regione. Trentasette arresti, anche l'ex sindaco Alemanno tra le centinaia di indagati. Bufera sulla giunta Marino. Si erano presi Roma. Le sue strade e il Campidoglio. Ne avevano ridotto un sindaco, Gianni Alemanno, a utile pupazzo, ne' il cambio di maggioranze li aveva sorpresi, perche' - dicevano - di 'nove cavalli' (gli assessori) della giunta Marino, 'sei sono nostri'. E se l'erano presa perche' Lui, Massimo Carminati, er Cecato, er Pirata, l'ex camerata dei 'Nar' figlio ed epigono della Banda della Magliana, di Roma aveva compreso meglio di chiunque altro l'anima".

E' stata una lunga giornata, quella di ieri, "iniziata all'alba, con centinaia di perquisizioni e terminata con le dimissioni di due esponenti del Pd, invischiati in quel 'mondo di mezzo' che la procura di Roma ha chiamato Mafia Capitale, Mirko Coratti e Daniele Ozzimo, rispettivamente presidente dell'assemblea capitolina e assessore alla casa.

Una giornata di terremoto, politico e criminale, quella che ieri ha squassato la Citta' ora un po' meno Eterna, facendo tremare la nuova giunta Marino e radendo quasi al suolo il trascorso governo Alemanno.

Una corruzione bipartisan che ha coinvolto gli ex ad di Ama e di Eur spa Panzironi e Mancini (arrestati), Luca Gramazio, ma anche Patane', attuale consigliere regionale e il responsabile dell'ufficio Trasparenza in Campidoglio, Politano".

E intanto dai verbali emerge una realtà a dire poco sconvolgente.

Si legge: "Il 21 dicembre 2012, alle ore 17,14, all'interno dell'autovettura, in uso ad Ernesto Diotallevi (un boss "storico" della banda della Magliana, naturalmente libero), veniva registrata una conversazione tra questi e il figlio Leonardo, durante la quale, quest'ultimo, "risultato interessato agli aspetti della 'malavita' romana e non e, soprattutto, a quelli legati alla sua famiglia, chiedeva delucidazioni al padre su chi fosse il 'super boss dei boss ... dei boss .. quello che conta piu' di tutti? ...'. Il padre, credendo che il figlio facesse riferimento al territorio della capitale rispondeva: "teoricamente so' io ... teoricamente … materialmente conta Giovanni'".

Il passo e' riportato nell'ordinanza di custodia cautelare per 37 persone eseguita ieri dai carabinieri del Ros e dai militari della Gdf. Nel documento si aggiunge: "La reale portata della risposta puo' essere compresa appieno solamente legandola al proseguo della conversazione. Leonardo spostava i termini del discorso in ambito nazionale:".. no a Roma … no.. ho capito ... non dico a Roma.. in generale … in Italia...", ricevendo come immediata risposta: "ma per me ... rimane Riina.. chi vuoi che sia?...Riina ...". 

La conversazione - continua il gip - "induce a ipotizzare che gli interlocutori abbiano fatto riferimento all'organizzazione criminale Cosa Nostra, che ancora vede a capo, nonostante sia detenuto, Salvatore Riina, per la 'regola' per la quale in seno a tale organizzazione le qualifiche di 'uomo d'onore' e le eventuali cariche all'interno dell'organizzazione permangono a vita". Diotallevi - sottolinea il giudice - "riconduce a se stesso la carica piu' importante della associazione nella capitale, che assume di aver conservato formalmente, ma evidenzia che: 'materialmente conta Giovanni'. Cio' faceva presupporre, evidentemente, un'evoluzione dell'originario gruppo romano di Cosa Nostra, rappresentato evidentemente da Diotallevi, il quale da una parte non poteva far decadere le cariche ricoperte in passato, dall'altra non poteva non prendere atto del nuovo equilibrio di potere, a prescindere dall'effettiva appartenenza a Cosa Nostra".

Tornando alla conversazione, Leonardo insisteva col padre: "no, chi sta libero ... chi c'ha il comando di tutto.. chi puo' decide tutto...chi ci puo' avere una squadra di cento uomini dietro..". Di rimando, il suo interlocutore: "ci potrebbe essere uno.. non so se sta carcerato...se sta libero... potrebbe essere quello che ha preso il posto del 'Compare'... e' un bravo ragazzo... ma quello se e' quello che dico io... non lo conosce nessuno eh?", dove per 'compare', verosimilmente, ci si riferisce al famigerato Giuseppe Calo', capo mandamento di Porta Nuova, membro della commissione provinciale di Palermo, stabilmente insediatosi a Roma sin dal 1973, ove veniva tratto in arresto il 30 marzo 1985". In un ulteriore passaggio della conversazione del 21 dicembre 2012 citata, Leonardo chiedeva al padre quale potrebbe essere il comportamento di Giovanni al cospetto di "quello che ha preso il posto del "Compare"; la risposta era: "Giovanni dopo un minuto gli lecca il..." 

Chi sia questo misterioso "capo dei capi" ancora non si sa, oppure non sta scritto.

max parisi


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