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LE SANZIONI ALLA RUSSIA DARANNO IL COLPO DI GRAZIA ALL'ITALIA: DANNI EXPORT TRA 1 E 2,5 MLD DI EURO (E CIAO, ITALIA)

mercoledì 6 agosto 2014

Le nuove sanzioni europee e dagli Usa contro Mosca per il suo ruolo nella crisi ucraina minacciano conseguenze sia per l'economia russa che per quella dei Paesi europei, Italia inclusa. Un'analisi della Sace prospetta due scenari alla luce degli ultimi sviluppi. Una stabilizzazione della crisi ucraina potrebbe portare ad un progressivo allentamento del quadro sanzionatorio e contenerne l`impatto sull`economia russa. Al contrario, un`escalation delle violenze o il possibile intervento militare della Russia in Ucraina potrebbero determinare un ulteriore inasprimento del quadro sanzionatorio, con un impatto più marcato sia sull`economia russa che sulle aziende esportatrici italiane.

Secondo le stime SACE, l`export italiano sarà negativamente colpito dalle nuove sanzioni contro la Russia, con una possibile riduzione dell`export Made in Italy in Russia nel biennio 2014-2015 compreso tra 0,9 e 2,4 miliardi di euro a seconda dell`evoluzione dello scenario. Il settore più esposto all`impatto delle sanzioni è la meccanica strumentale che potrebbe registrare una perdita di esportazioni tra 0,5 e 1,0 miliardi di euro nel biennio 2014-2015. L'Uffico Studi Economici di Sace analizza i possibili impatti delle sanzioni contro la Russia sull'Italia e le imprese italiane. In generale, i Paesi dell`Unione Europea, alla luce degli stretti legami commerciali con la Russia, registreranno effetti negativi legati alle misure punitive, dato che la Russia infatti è un mercato strategico per l`Europa sia dal punto di vista energetico (Mosca fornisce circa il 32% del fabbisogno energetico europeo) che commerciale (la Russia assorbe oltre il 7% delle esportazioni europee). A livello europeo i Paesi maggiormente esposti al rischio di un calo dell`interscambio commerciale sono Germania e Italia, principali partner commerciali della Russia. L`impatto della situazione russa sulle esportazioni italiane sarà significativo.

Le recenti evoluzioni dei rapporti tra Russia e Ucraina e la reazione della comunità internazionale, spiega il report della Sace, fanno ipotizzare due scenari principali: uno stabile e uno pessimistico. Quello stabile ipotizza una lenta de-escalation delle violenze in Ucraina con la fine degli scontri armati tra esercito governativo e separatisti, mantenendo tuttavia un`instabilità politica nel Paese tra le regioni orientali e il governo centrale. In questo scenario la Russia eviterebbe un intervento armato in Ucraina a supporto dei separatisti, ma manterrebbe un`ingerenza latente attraverso il controllo de facto della Crimea e il supporto politico alle minoranze filorusse. Il quadro sanzionatorio di USA e UE verrebbe mantenuto o progressivamente limitato a colpire singoli soggetti. In questa ipotesi la Russia registrerebbe una performance economica debole (con una crescita negativa stimata a -0,5% nel 2014 e una leggera ripresa a 0,8% nel 2015) principalmente a causa della riduzione degli investimenti. In questo scenario l`export italiano subirebbe una contrazione di circa il 9% nel 2014 e un recupero dello 0,5% nel 2015 per una perdita totale di esportazioni pari a 938 milioni di euro nel biennio.

La riduzione sarebbe più marcata nel settore della meccanica strumentale, particolarmente colpita dal blocco delle esportazioni previsto nelle sanzioni attuali, con una potenziale perdita di export di quasi 500 milioni di euro nel biennio 2014-2015. Lo scenario pessimistico prevede un`escalation delle violenze con l`intervento militare russo in territorio ucraino a supporto dei separatisti per un periodo limitato (3 mesi), la chiusura delle pipeline russe che attraversano l`Ucraina, la fuga dei capitali dalla Russia e l`aumento dei tassi di interesse.

Uno scenario che comporterebbe l`inasprimento del quadro sanzionatorio da parte degli USA (pur senza contemplare in questo scenario la misura estrema di esclusione del sistema bancario del paese dal circuito del dollaro) e UE contro la Russia. L`attività economica russa, prevede Sace, registrerebbe una brusca frenata (-2,2% nel 2014 e -4,5% nel 2015) a causa del drastico calo degli investimenti e dei consumi e una trasmissione dell`instabilità alla valuta locale con un forte deprezzamento del rublo. In questo scenario il rallentamento dell`export italiano sarebbe pari al 12% nel 2014 e dell`11% nel 2015, esteso a più settori anche alla luce del probabile inasprimento del quadro sanzionatorio. E l`Italia registrerebbe una perdita totale di esportazioni pari a 2,4 miliardi di euro nel biennio 2014-2015, di cui 1 miliardo nel settore della meccanica strumentale.

Redazione Milano. 


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