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VINCE IL SI' AL BLOCCO DELL'INVASIONE STRANIERA IN SVIZZERA! (E' L'ANTICIPO DELL'ONDA CHE TRAVOLGERA' A MAGGIO LA UE)

domenica 9 febbraio 2014

LUGANO - La Svizzera dice sì a introdurre un tetto massimo di stranieri che possano entrare ogni anno sul suo territorio: a favore si è espresso il 50,3%, mentre contro il piano ha votato il 49,7%. La maggior parte dei sì è stata raccolta nei cantoni in cui si parla italiano e tedesco e nelle zone rurali. Il governo federale svizzero - che comunque ha poteri limitati rispetto i governi cantonali - aveva avvertito dei "rischi" che un esito del genere avrebbe comportato conseguenze nei rapporti con l'Unione europea. Gli oligarchi di Bruxelles infatti a poche ore dall'esito hanno già fatto sentire la loro voce rabbiosa: "Esamineremo le implicazioni di questa iniziativa sui rapporti complessivi fra Ue e Svizzera", fa sapere un portavoce.

L'iniziativa referendaria che oggi ha trionfato, denominata 'Contro l'immigrazione di massa', era stata presentata dal partito nazionalista Unione democratica di centro (Udc). Due anni fa la Svizzera aveva introdotto delle quote per gli immigrati provenienti da otto Paesi dell'Europa centrale e orientale, decisione che era stata fortemente criticata dall'Ue, come era facile prevedere. Il risultato del referendum di oggi va oltre, estendendo queste quote anche agli immigrati provenienti dall'Europa occidentale.

Il risultato della consultazione, che è bene sottolineare sia vincolante, implica che il governo dovrà rinegoziare i trattati con l'Ue relativi alla libertà di movimento dei lavoratori. La Svizzera non è membro dell'Unione europea, ma ha firmato diversi accordi di cooperazione bilaterale con Bruxelles, compreso uno che garantisce ai cittadini dell'Ue di vivere e lavorare in Svizzera, e ai cittadini svizzeri di fare lo stesso nei Paesi europei.

Prima del referendum di oggi gruppi di imprenditori - minoritari rispetto le grandi associazioni imprenditoriali svizzere, ma presentati dalla stampa "internazionale", inclusa quella italiana, come fossero la maggioranza, avevano avvertito che molte delle 80mila persone che si sono trasferite in Svizzera l'anno scorso sono "vitali" per l'economia del Paese e che limitare ulteriormente l'immigrazione potrebbe costare posti di lavoro anche ai cittadini elvetici. I cittadini svizzeri che oggi hanno fatto vincere il referendum evidentemente non sono di questo parere.

Come dicevamo, immediata è stata la reazione dell'Unione europea. La Commissione europea è delusa dall'esito della consultazione e, tramite il portavoce Olivier Bailly, ha fatto sapere che Bruxelles "esaminerà le implicazioni di questa iniziativa sui rapporti complessivi fra Ue e Svizzera. Questo va contro il principio della libertà di movimento delle persone nell'Ue e in Svizzera", ha detto il portavoce. 

Da uno studio realizzato lo scorso 21 gennaio - pilotato per influenzare l'elettorato elvetico - era "emerso" che solo il 43% degli intervistati era favorevole all'imposizione di un tetto all'immigrazione, il 50% era contrario e il 7% indeciso. Un mese prima - in un altro "sondaggio" falsificato pur di provare a impedire al vittoria di oggi -  solo il 37% appoggiava il sì, mentre il 55% era per il no e gli indecisi costituivano l'8%. Lo studio era stato condotto da gfs.bern su 1.420 elettori, con un margine di errore del 2,7%. Ovviamente il risutlato di oggi sbugiarda questa pianficata campagna di disinformazione.

Da ricordare che già nel 2009 un altro referendum ha impedito la costruzione per sempre di "nuovi minareti" in Svizzera. Anche in quel caso i disinformatori professionisti - e finanziati da lobbyes economiche della UE - spacciati per opinionisti e sondaggisti dissero che sarebbe stato un gravissimo errore far vincere il no allislam in Svizzera, ma il popolo elvetico non si è dimostrato sensibile a queste campagne tese a terrorizzare i cittadini.

Nelle ultime settimane l'Unione democratica di centro (Udc), che ha oltre un quarto dei seggi nella Camera bassa del Parlamento svizzero, ha lanciato l'allarme per l'arrivo di immigrati in massa. Per le strade sono stati appesi diversi manifesti: alcuni che mostrano un enorme albero che schiaccia una mappa della Svizzera e altri che ritraggono una donna con il velo sovrastata dalla scritta 'Un milione di musulmani presto?' Hanno interpretato perfettamente il pensiero della gente.

Questa grande vittoria elettorale in Svizzera contro la sciagurata politica della UE che vorrebbe devastare l'Europa intera in nome di un mondialismo che globalizza la povertà, la miseria, la violenza e la cancellazione di ogni libertà dei popoli di decidere il proprio destino e le proprie regole di vita, d'economia e d0organizzazione sociale, è solo un gustoso antipasto.

Alle elezioni europee di maggio, la maledizione della UE, la dittatura degli oligarchi di Bruxelles verranno spazzate via da un'onda gigantesca di popoli che diranno basta. E tornerà la libertà in Europa dei popoli di decidere il proprio destino come oggi è tornata in Svizzera.

max parisi


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