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INCHIESTA ESPLOSIVA / LA CDU DI ANGELA MERKEL ORGANIZZA PARTITI NEONAZISTI IN UCRAINA. TUTTI I NOMI E RESPONSABILITA'

giovedì 12 dicembre 2013

Il rifiuto dell'Ucraina di firmare l'accordo di associazione all'UE, le proteste conseguenti e il tentativo di scacciare il governo con un voto di fiducia venuto meno, hanno origine nella grande battaglia geopolitica in atto tra la Germania e la Russia. 

La Germania usa l'Unione europea per esercitare pressioni sull'Ucraina affinché s'integri nella sfera politica ed economica di Berlino. Tuttavia il piano d'espansione della Germania ha subito una battuta d'arresto a est, nel vertice sul partenariato dell'UE a Vilnius. Solo due Paesi, Georgia e Moldova, hanno sottoscritto gli accordi di associazione dell'UE, mentre Bielorussia e Armenia hanno preferito aderire all'Unione doganale eurasiatica con la Russia. Mosca aveva fatto pressioni su Kiev, comprese sanzioni commerciali e altre minacce al fine di allontanare l'Ucraina dalla nuova corsa ad a est di Berlino. Eppure la Germania ha continuato i suoi sforzi per staccare l'Ucraina dalla sfera russa e i media tedeschi oggi parlano di "battaglia per l'Ucraina" e "nuovo cortina di ferro" da vincere ad est. 

Anche l'UE ha avvertito l'Ucraina che subirà un blocco finanziario se continua a rifiutarsi di firmare. Il capo delle relazioni estere dell'UE, e fantoccio di Berlino, Catherine Ashton ha aggredito l'Ucraina per non "essere un interlocutore prevedibile e affidabile per i mercati internazionali." Il FMI ha già sospeso il credito di 15 miliardi dollari del 2011, perché l'Ucraina ha rifiutato di smettere di sovvenzionare le bollette del gas delle famiglie. Il trattato dell'UE consentirebbe anche ai monopoli europei di occupare gli importanti mercati energetici dell'Ucraina. Le aziende tedesche già forniscono al Paese gas naturale con i gasdotti che attraversano Polonia, Ungheria, ed entro il prossimo anno, Slovacchia, rompendo la dipendenza dell'Ucraina dal gas russo. 

Il Gruppo per la politica estera tedesca, il Consiglio per le Relazioni Estere tedesco (DGAP), afferma apertamente che gli accordi di associazione devono essere attuati sotto "supervisione" e chiede "misure di aggiustamento sociale rigorose e molto dolorose". Per capire cosa significhi basti guardare ai severi requisiti di salvataggio inflitti ai membri dell'area euro Grecia, Portogallo, Cipro e altri Stati. Nel lungo periodo, il DGAP prevede anche l'integrazione della Russia nella sfrenata dittatura delle multinazionali del sistema dei trattati UE sotto l'egemonia di Berlino, aprendo alle imprese tedesche l'espansione economica fino al Pacifico. Così, il rifiuto dell'Ucraina di firmare l'accordo di associazione UE rovina alcuni notevoli piani imperialisti teutonici. Ciò spiegherebbe la narrazione dei media occidentali sulle proteste in Ucraina da parte dell'alleanza "pro-europea". 

Allora, chi sono questi attivisti "pro-democrazia" che non possono rovesciare il governo costituito dal Partito delle Regioni del Presidente Viktor Janukovych e sostenuto dal Partito Comunista di Ucraina?

Senza mezzi termini si tratta di una diabolica alleanza tra conservatori, fascisti e revanscisti che promuovono il culto dei collaborazionisti nazisti.

Questo culto si concentra in particolare su Stepan Bandera, leader dell'Organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN), che unì le sue forze ai nazisti durante l'invasione dell'Unione Sovietica, nel giugno 1941. Negli ultimi 20 anni numerosi monumenti a Bandera sono stati eretti, in particolare in Ucraina occidentale, tra cui una statua nella città di Lvov, sede di uno dei più grandi pogrom antiebraici. Dopo la rivoluzione arancione in Ucraina, nel 2004, il presidente entrante Viktor Jushenko del partito Nostra Ucraina ufficialmente dichiarò Bandera e il suo camerata nazista Roman Shukhevych "eroi dell'Ucraina."

Un partito di primo piano che promuove tale culto è il partito dell'unione pan-ucraina "Svoboda" (libertà), guidato da Oleh Tiahnybok, che fece un discorso sulla tomba di un altro nazista ucraino, inveendo contro la "mafia ebraica di Mosca." Questo partito compì la sua svolta politica nel 2009, quando fu eletto nel Ternopil Oblast dell'ovest ucraino (al parlamento) con il 35 per cento dei voti, prendendo 50 dei 120 seggi, e il suo potere è in crescita. Svoboda aderisce all'Alleanza Europea dei Movimenti Nazionali (AENM) di estrema destra. Tra i membri vi sono il partito neofascista ungherese Jobbik (Movimento per un'Ungheria migliore) e il francese Front National. Il leader del British National Party, Nick Griffin, è vice-presidente dell'AENM. È anche alla ricerca di legami più stretti con la neofascista Forza Nuova in Italia e con il Partito nazional-democratico tedesco di estrema destra. Svoboda proviene direttamente dalla tradizione dei collaborazionisti dei nazisti che effettuarono numerosi massacri nell'Unione Sovietica occupata, ma Berlino è rimasta in silenzio su ciò. 

Il partito filo-tedesco "Batkivshyna" (Patria) di Julija Tymoshenko, in carcere per frode e appropriazione indebita, è entrata nell'alleanza elettorale con Svoboda, nelle ultime elezioni. Ciò permise a Svoboda di avere il 10,4 per cento dei voti, ottenendo 37 deputati nel parlamento della Verkhovna Rada. A completare questa alleanza anti-russa vi è il partito Udar di Vitalij Klitschko, un acronimo che significa "pugno". Klitschko è campione del mondo di pugilato peso massimo ed eroe nazionale che si è presentato candidandosi alle elezioni presidenziali del 2015. Tuttavia non può averne diritto vivendo soprattutto in Germania. Il partito dell'Unione cristiano-democratica tedesca ammette apertamente che la sua Fondazione Konrad Adenauer ha "assegnato" a Klitschko il compito di creare un partito di destra in Ucraina, al fine di avere una stabile maggioranza pro-UE a Kiev. Durante un evento della fondazione con Klitschko a Bruxelles, Elmar Brok della CDU tedesca, disse chiaramente perché Berlino ha un grande interesse sull'Ucraina. Dopo tutto, si tratta di "un Paese con grandi possibilità economiche", con "una popolazione ben istruita" e "buoni prerequisiti agricoli." Non c'è da meravigliarsi che la Germania voglia militarizzare l'Europa al vertice UE previsto per fine mese. 

Brian Denny, Morning Star, 11 dicembre 2013 

Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora 


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